coprifuoco

Alla luce del nuovo decreto legge emanato dal Consiglio dei Ministri in vigore dal 26 aprile, che oltre a prorogare l’emergenza epidemiologica fino al prossimo 31 luglio e della relativa proroga del “coprifuoco” dalle 22,00 alle 5,00 fino alla stessa data, la nostra Associazione ha promosso, durante lo scorso week-end, un sondaggio attraverso i social Facebook e Instagram rivolto evidentemente a tutti, imprenditori e non, sulla condivisione o meno del provvedimento. I risultati del sondaggio, 88,5% contrari al coprifuoco alle 22.00 e solamente l’11,5% favorevole, ci dicono e confermano quanto sostenuto a gran voce dalla nostra Associazione in ogni occasione: una scelta scientificamente e socialmente incomprensibile“. Così il direttore di Confcommercio Forlì Alberto Zattini, sulla decisione del Governo di mantenere il coprifuoco alle 22,00.

Incoerente rispetto alle finalità che si propone, perché comprime gli orari e favorisce comportamenti disordinati e opposti”. Il presidente di FIPE Confcommercio Forlì Andrea Zocca sottolinea poi che: “alle condizioni del decreto legge sulle riaperture oltre la metà dei pubblici esercizi italiani non può di fatto farlo. Sono scelte che vanno spiegate e bene, perché appaiono punitive rispetto a quelle adottate in momenti più critici dal punto di vista sanitario. Siamo stati i primi a proporre gradualità e regole certe, che tuttavia devono avere un supporto di carattere scientifico. Pur applicando rigorosi protocolli di sicurezza e garantendo il solo servizio al tavolo, oggi si ritiene che il problema sia l’utilizzo degli spazi interni. Noi siamo esausti di pagare colpe non nostre, come la lentezza della campagna di vaccinazione e l’impossibilità di controllare il territorio punendo comportamenti scorretti. Troppe imprese restano tagliate fuori dalla limitazione del servizio ai soli spazi esterni, subendo così una discriminazione. Per queste realtà il lockdown non finirà il 26 aprile“.

Sul versante turistico – continua il direttore Zattini – ci auguriamo che a stretto giro si cambi rotta: la limitazione alle 22 per chi vuole prenotare una vacanza è vissuta come una insopportabile restrizione, sia dagli italiani che da turisti stranieri: restrizione, fra l’altro, che non si riscontra in altri paesi europei che dal punto di vista sanitario sono in situazioni simili alla nostra, ma nei quali non ci sono le stesse restrizioni. Si rischia di dare il colpo di grazia al nostro settore“.