Nella 7° edizione del premio “Sotto il Muro dei 100 Kg: Comuni verso rifiuti zero” – organizzato dalla Rete Rifiuti Zero e dai Comuni Rifiuti Zero dell’Emilia Romagna vince il Comune di Civitella di Romagna. Il premio è dato ai Comuni che riducono i rifiuti non riciclati per abitante sotto i 100 kg. Per rifiuto non riciclato non si intende solo il rifiuto indifferenziato ma anche gli scarti derivanti dal trattamento delle raccolte differenziate e le eventuali raccolte differenziate inviate ad incenerimento.

Civitella di Romagna è passata dai 358 kg non riciclati del 2018 a soli 55,6 kg nel 219 appena il 15% dell’anno prima e classificandosi al primo posto di una graduatoria che vede 19 comuni vincitori sotto i 100 kg e altri 54 sotto l’obiettivo regionale dei 150 kg. Non è un caso che nel primo gruppo vi siano solo Comuni con raccolta porta a porta di cui 17 con tariffa puntuale e che nel gruppo successivo solo tre Comuni siano a raccolta stradale. Perché questo premio? Perché occorre ridurre gli sprechi, perché consumiamo nel mondo il 170% delle risorse rinnovabili disponibili (270% in Italia). Ridurre al massimo i rifiuti e riciclare quelli prodotti costituisce un freno a questo uso insostenibile delle risorse, per lasciarle alle future generazioni. Dell’intero bacino gestito dalla società interamente pubblica ALEA, ben 11 Comuni su 13 rientrano fra i premiati, 6 sotto i 100 kg e 5 sotto i 150. Ma nell’intero bacino, compreso il Comune capoluogo Forlì, nel 2019 si è registrato un calo di rifiuti smaltiti del 60% nonostante il sistema di raccolta fosse ancora in trasformazione e sia entrato a regime solo nel maggio di quell’anno. Un calo mai in regione registrato in un arco di appena 1 anno. Per questo ad Alea al capoluogo Forlì è stato assegnato il premio speciale che riconosce questo successo eccezionale. Sappiamo già che nel 2020 i risultati sono ancora, e di molto, migliori tali da catapultare Forlì al primo posto fra i Comuni capoluogo.

Il premio viene conferito ai Comuni che producono rifiuti non riciclati sotto i 100 kg per abitante residente o sotto i 59,1 kg per abitante equivalente. Sarà conferito un attestato anche ai Comuni che hanno raggiunto l’obiettivo della legge regionale di portare i rifiuti sotto i 150 kg per abitante residente o sotto gli 88,6 kg per abitante equivalente.
Per rifiuti non inviati a riciclaggio non si intendono solo i rifiuti indifferenziati (869.072 tonnellate pari a 194 kg/residente), come fanno erroneamente Regione e Atersir, ma anche le raccolte differenziate spedite direttamente nell’inceneritore a cosiddetto “recupero energetico” (46.309 tonnellate pari a 10 kg/residente), e, in base alle nuove direttive, anche tutti gli scarti delle RD (210.087 tonnellate pari a 47 kg/residente).

Il totale dei rifiuti non riciclati da noi calcolato è pari a 1.125.468 tonnellate pari a 251 kg procapite. I dati di produzione del rifiuto indifferenziato e le RD ad incenerimento prodotto da ogni comune si ricavano dai dati del sistema informatico regionale ORSO. Sugli scarti delle RD non vi sono invece dati precisi riconducibili ai singoli Comuni, per cui abbiamo proceduto a valutarli attraverso una stima basata sulle analisi merceologiche eseguite a fine 2019 dalla Regione sulle RD di diversi Comuni che attuano diversi sistemi di raccolta.
Laddove i dati erano mancanti o insufficienti si è proceduto ad utilizzare i risultati di analisi merceologiche in nostro possesso. In questo modo per cui è stato possibile valutare la percentuale di materiale non conforme (impurità) almeno per le singole frazioni maggiormente rappresentate e per singolo sistema di raccolta.
Il calcolo dei rifiuti non riciclati è pertanto così composto:

  • rifiuti indifferenziati
  • raccolte differenziate inviate ad incenerimento
  • quantitativi di materiale non conforme per le frazioni secche (carta, plastica, metalli, legno, vetro, multimateriale) e per il verde
  • gli scarti medi dichiarati dagli impianti per ingombranti e spazzamento
  • quantitativi di impurità moltiplicati per 3 per l’umido.

La moltiplicazione per 3 delle impurità dell’umido per determinare gli scarti di questa frazione derivano sia dalle valutazioni del CIC (Consorzio Italiano Compostatori) che per ogni punto percentuale di impurità ha verificato che si produce un quantitativo di scarti pari a 3 volte per effetto trascinamento, sia dalla verifica dei quantitativi di scarti solidi rispetto al materiale umido in entrata negli impianti di compostaggio e di biodigestione, che hanno confermato il dato.
Le analisi merceologiche della regione hanno evidenziato che vi è una netta differenza nella presenza di impurità all’interno delle diverse frazioni a seconda del sistema di raccolta e di tariffazione adottato, con raccolte qualitativamente scadenti per i sistemi stradali e tariffa puntuale con calotta, con impurità maggiori nei comuni a raccolta stradale o prevalentemente stradale rispetto ai Comuni porta a porta.

Se la differenza quantitativa di scarti fra il sistema di raccolta stradale e quello porta a porta per i Comuni senza tariffa puntuale non è molto grande, anche perché nel sistema stradale è molto più bassa la raccolta differenziata per cui gli scarti sono prodotti da quantitativi minori di RD, la differenza nei comuni con tariffa puntuale  diventa molto più alta (2,3 volte) con una crescita consistente di scarti per i Comuni con sistema prevalentemente stradale con calotta e porta a porta, mentre nei comuni con tariffa puntuale la tendenza è ad un calo. Questa differenza la si riscontra per tutti i raggruppamenti di frazioni differenziate, frazioni secche, organico e altre frazioni.

Evidentemente le difficoltà di controllo su quanto conferito nelle raccolte stradale permette ai furbetti di conferire l’indifferenziato nei contenitori delle raccolte differenziate, compromettendone la qualità e facendo incrementare i costi di trattamento.
Il quadro di rifiuti procapite non riciclati nei diversi sistemi di raccolta è il seguente:

È importante notare come nel loro complesso i comuni porta a porta con tariffa puntuale già nel 2019 siano ad un passo dall’aver raggiunto l’obiettivo che la regione pone per il 2028 di 120 kg procapite di rifiuti non riciclati, ma soprattutto è interessante il dato dei comuni Aimag e Alea porta a porta con tariffa puntuale che nel 2019 hanno già abbondantemente abbattuto l’obiettivo di 110 kg procapite di rifiuti non riciclati entro il 2030, raggiungendo l’obiettivo con oltre 10 anni di anticipo e prima ancora di essere stato annunciato. Tutti gli altri sistemi di raccolta, compreso la raccolta a calotta con tariffa puntuale ne rimangono ben lontani.
È quindi sul sistema porta a porta integrale con tariffa puntuale e con bassi livelli di conferimenti minimi dell’indifferenziato, tipico di Aimag e Alea, che occorre puntare per raggiungere quegli obiettivi e in tempi più rapidi.

Ma non basta perché è possibile fare molto di più e molto meglio puntando sia al perfezionamento del sistema di raccolta e di tariffazione puntuale (riduzione delle frequenze delle raccolte di indifferenziato, ulteriore calo degli svuotamenti minimi, tariffazione puntuale anche sulle altre frazioni,…), sia puntando con maggior decisione su riduzione dell’uso delle risorse e quindi dei rifiuti sia sull’allungamento della vita dei beni col riuso, sia sulla riprogettazione per eliminare rifiuti non riciclabili, sia su nuove tecnologie per il riciclo, che interessino sia le frazioni differenziate che il rifiuto residuo, decretando così l’uscita dall’incenerimento.

Che sia possibile non solo ridurre i rifiuti non riciclati ma anche la produzione complessiva dei rifiuti lo dimostrano ancora una volta gli stessi comuni porta a porta con tariffa puntuale ed in particolare i Comuni di Aimag e Alea che nel 2019 hanno anche raggiunto l’obiettivo di piano di riduzione dei rifiuti dimostrando che l’obiettivo è raggiungibile.
Tutto questo, e altro ancora, è oggetto delle proposte di modifica della legge regionale 16/2015 su rifiuti ed economia circolare e del piano regionale di gestione dei rifiuti messo a punto dalla Rete Rifiuti Zero e dai Comuni Rifiuti Zero ER che sarà presentato nell’evento della premiazione, proposte che si chiede a ciascun comune di fare proprie e di portarle all’attenzione della Regione.

Una nota particolare va ad Alea e ai suoi Comuni. Dieci dei suoi tredici Comuni avevano completato la trasformazione alla fine del 2018 e sono stati aggregati ai Comuni con tariffa puntuale nonostante la sua applicazione sia stata attuata solo nel maggio successivo, mentre gli altri 3 maggiori (Forlì, Forlimpopoli e Bertinoro hanno attuato la trasformazione solo nei primi mesi del 2019, entrando a regime a metà anno (per questo sono stati conteggiati nei comuni porta a porta). Nonostante il bacino fosse ancora in fase di transizione il calo dei rifiuti non riciclati è stato imponente come si vede in tabella:

Alea 2018 2019 Differenza  Diff. %differ
Indifferenziato 54.806 19.082 -35.724 -65,18%
Scarti 8.090 5.798 -2.293 -28,34%
Totale 62.896 24.879 -38.016 -60,44%

Di quelle 38 mila tonnellate in meno in un solo anno ben 24 mila sono del solo Comune di Forlì, per cui si è deciso di attribuire ad Alea e ai suoi Comuni e al Comune di Forlì come comune capoluogo un premio per la maggior riduzione di rifiuti attuala in un anno su una platea così vasta.

Classifica Comuni

 

Classifica per sistema di raccolta totale Comuni  Comuni premiati entro i 100 kg  Comuni premiati fra 100 e 150 kg totale premiati  % premiati
Porta a Porta Tariffa puntuale 48 17 27 44 92%
Porta a Porta  99 2 24 26 26%
Calotta Tariffa Puntuale 10 0 2 2 20%
Calotta  17 0 1 1 6%
Misto 18 0 0 0 0%
Stradale 67 0 0 0 0%
Senza Umido 69 0 0 0 0%
TOTALE 328 19 54 73 22%

 

Classifica    per gestori totale Comuni  Comuni premiati entro i 100 kg  Comuni premiati fra 100 e 150 kg totale premiati  % premiati
AIMAG 11 8 3 11 100%
S. DONNIMO 1 0 1 1 100%
ALEA 13 6 5 11 85%
SABAR 8 0 6 6 75%
GEOVEST 11 1 7 8 73%
CLARA 19 1 7 8 42%
IREN 109 1 19 20 18%
HERA 119 2 6 8 7%

Wwf Forlì-Cesena

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