parrucchiere

Adottare con la massima tempestività una revisione della classificazione delle attività economiche di servizio di estetica e acconciatura che, non essendo reputate essenziali, vengono sistematicamente chiuse con i provvedimenti restrittivi di contrasto alla pandemia da SarsCov2, ancorché non generatrici di focolai ed assembramenti come rilevato dalle stesse autorità competenti“. Lo chiede un’interrogazione al ministero della Salute presentata dal deputato romagnolo di Italia Viva Marco Di Maio a proposito della possibilità di riaprire centri estetici, barbieri e parrucchieri.

Una richiesta che speriamo venga presa in considerazione tanto più ora – afferma l’onorevole forlivese – che ci si appresta a rivedere le “zone” e a pianificare le prime riaperture. Gli operatori del settore estetico (centri di estetica, saloni di acconciatura, onicotecnici ecc.) si sono prontamente adeguati ai rigidi protocolli di sicurezza anti-Covid, organizzando gli accessi nei propri locali solo su appuntamento, evitando qualsiasi tipo assembramento all’interno degli stessi e adoperandosi per evitare la presenza di clienti all’esterno, tanto da arrivare a essere considerati operatori di attività a basso rischio di contagio e con una incidenza potenziale stimata al di sotto del due per cento“.

Tali attività hanno una significativa ricaduta in termini sociali e sulle persone che, non a caso, con centri e saloni chiusi – fa notare il parlamentare – tendono a rivolgersi ad operatori abusivi per mantenere la cura della propria immagine, mettendo a repentaglio la propria salute sia sotto il profilo igienico-sanitario, sia sotto quello del contagio, posto che non vengono assicurate le più basilari misure di contrasto del virus“.

Si tratta quindi – conclude il deputato – di attività che andrebbero considerate a buona ragione tra quelle che possono essere fruite in condizioni di assoluta sicurezza e dovrebbero poter essere garantite anche in presenza di misure fortemente restrittive come la zona rossa“.