Vaccinare per primi i sindaci? Morrone: «Di Maio innesca una polemica senza costrutto»

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Vaccinare per primi i sindaci? Se di populismo si vuole parlare non può sfuggire quello che utilizza abitualmente il renziano Marco Di Maio. L’ennesima sortita del parlamentare di Italia Viva è sui vaccini. A suo dire bisognerebbe concedere una via vaccinale prioritaria ai sindaci in quanto autorità sanitarie del Comune amministrato. Di Maio li mette in fila con il personale sanitario e i soggetti (non i ‘pazienti’) fragili. Ho ragionato a lungo, nei giorni scorsi, su quali siano le priorità. La conclusione è che molte categorie di lavoratori e di professionisti avrebbero tutte le ragioni per considerarsi a rischio e quindi avere la precedenza. Perché i sindaci sì, ancorchè autorità sanitarie ma non obbligatoriamente a contatto con le corsie, e non chi lavora alla cassa nei supermercati, o chi guida gli autobus o chi va in tribunale, solo per fare tre esempi?”. Così in una nota il parlamentare Jacopo Morrone, segretario della Lega Romagna.

Qui non si tratta di ‘privilegi’ ma proprio di quel ‘buonsenso’ a cui si appella Di Maio. Buonsenso sarebbe avere a disposizione una quantità superiore di dosi e un piano vaccinale regionale efficiente. Sappiamo a chi attribuire la responsabilità della carenza di vaccini, ovvero al governo precedente, al Conte bis, che non è stato in grado di agire autonomamente come hanno fatto altri Stati per procurarseli. E sappiamo anche che la pianificazione delle vaccinazioni non è stata delle migliori. Populismo, caro Di Maio, è stato il ‘vaccine day’ del 27 dicembre scorso, con la grancassa propagandistica del Governo Conte bis e della Regione Emilia-Romagna e le ‘Primule’ mai sbocciate di Domenico Arcuri. Se ci sono sindaci che rientrano nelle categorie a rischio per età o per problemi di salute pregressi allora siano vaccinati subito, ma non credo che gli altri, giovani e in salute, debbano avere vie prioritarie rispetto ad altri. Di Maio con questa uscita non fa che innescare una polemica senza costrutto. Anche perché mi risulta che ancora siano in molti, fra le categorie più a rischio davvero, che stanno aspettando il loro turno”.