Pantheon Forlì Foto Anna Maria D'Ambrosio

«Il dibattito in Consiglio Comunale e, successivamente, in Commissione Consiliare della mozione presentata ed illustrata dal consigliere Giorgio Calderoni ha riportato all’attenzione della città il tema da anni proposto e costantemente sostenuto dalla Consulta Laica Forlivese. A partire del 2014 la Consulta ha fatto richiesta al Comune di Forlì di riportare il Pantheon del Cimitero Monumentale (foto di Anna Maria D’Ambrosio) alle sue funzioni originarie e cioè a luogo di memoria di personalità illustri della città, a luogo civico, laico, aperto a cerimonie di ogni appartenenza religiosa e non religiosa.

Contestualmente si è avanzata la proposta di realizzare ciò che nella nostra città non esiste, mentre è presente in tanti altri luoghi della regione, la Sala del Commiato Laico. Purtroppo il progetto che sembrava dovesse essere in fase di realizzazione nell’ex obitorio dell’Ospedale Morgagni Pierantoni è stato fermato nel 2019 dall’Amministrazione Comunale per un diverso utilizzo della palazzina da parte della nuova Facoltà di Medicina a Forlì.

Pur con il forte rammarico per un nuovo spostamento temporale, alla proposta ricevuta dal sindaco Zattini e dall’assessore Cicognani di costruire in un’area adiacente alla Camera Mortuaria la Sala del Commiato Laico, la Consulta ha risposto positivamente in attesa della proposta progettuale che si auspica possa avvenire in tempi relativamente brevi.

Rendere il Pantheon scevro della presenza di simboli religiosi per poterlo utilizzare in tempi brevi anche come Sala del Commiato è rispondere al riconoscimento del diritto al rispetto e alla dignità di uno dei momenti più intimi e dolorosi della vita della persona, dei suoi famigliari e di quanti desiderano portare l’ultimo saluto in qualunque forma lo si voglia fare.
È una richiesta che in questo tempo in cui il dolore ci cammina spesso a fianco può trovare spazio nelle scelte di operatività complessiva di una Istituzione pubblica, è un dovere che nulla toglie al resto delle priorità».

Consulta Laica Forlivese