Sala-Chirurgica-Oculistica

L’invecchiamento della popolazione conduce inevitabilmente ad un aumento delle patologie oculistiche correlate all’età: cataratta, degenerazione maculare senile (DMS) e glaucoma. In particolare, la gestione della degenerazione maculare senile rappresenta la sfida oculistica del futuro. La DMS è infatti una malattia che colpisce in maniera selettiva la parte centrale della retina cioè la macula, ed interessa oltre il 10-15% delle persone oltre i 65 anni, rappresentando la prima causa di deficit visivo nel mondo occidentale.

Ad oggi – spiega Giacomo Costa direttore dell’Oculistica di Forlì – l’unica terapia dimostratasi efficace per la DMS è quella iniettiva intravitreale con farmaci Anti-VEGF, effettuati con cadenza mensile, o comunque periodica, secondo protocolli ben definiti. Questo comporta un enorme impegno di tempo e di risorse sia da parte delle strutture ospedaliere, che da parte dei pazienti e di coloro che li accompagnano, per ottenere, purtroppo, a volte, risultati alquanto deludenti“.

Per cercare di rispondere a questo bisogno primario – prosegue il dottor Costa – l’Oculistica di Forlì ha realizzato un setting assistenziale nuovo, nel quale potere effettuare le terapie intravitreali nel rispetto di tutte le leggi vigenti e delle linee guida nazionali ed europee. È stato quindi realizzato un “ambulatorio chirurgico oculistico protetto”, che inauguriamo oggi e che risponde alle logiche del principio di “Umanizzazione della cura del paziente fragile”, nel rispetto degli standard di sicurezza richiesti delle sale operatorie destinate alla chirurgia ambulatoriale, dedicato alle terapie intravitreali“.

L’ambulatorio sarà attivo quattro giorni a settimana: tre giorni per le iniezioni intravitreali (lunedì, mercoledì e giovedì) e il venerdì mattina per interventi in anestesia locale.
Questo progetto – conclude il dottor Costa – nel quale si crede fortemente, ha come scopo primario quello di ridurre i tempi d’attesa tra “diagnosi” e “accesso” alla prima terapia iniettiva, poiché è noto a tutti, pazienti in primis, quanto sia importante in queste patologie la tempestività del trattamento. Ringrazio, infine, tutto il personale medico, infermieristico e le Operatrici socio sanitarie della mia Unità Operativa, il Servizio Tecnico aziendale e la Direzione medica ed infermieristica, per la disponibilità e la collaborazione che hanno profuso per la realizzazione di questo importante percorso“.