giovani e lavoro

Calo annuo delle start-up innovative di 19 unità (155 unità complessive), nel territorio Romagna – Forlì-Cesena e Rimini, al 1° febbraio 2021. Le problematiche derivanti dalla pandemia stanno producendo effetti nel nostro territorio anche su questa tipologia di impresa a fronte, invece, dell’aumento registrato a livello regionale e nazionale. Sostanzialmente stabili le PMI innovative, (20 imprese in totale). La maggioranza di queste tipologie strategica di impresa opera nel macrosettore dei Servizi: rispettivamente il 73,5% delle start-up e il 55,0% delle PMI.

Il calo registrato dalle start-up e la sostanziale stabilità delle PMI innovative, rilevati nel territorio nel 2020, sono segnali ai quali prestare particolare attenzione. Se, da un lato, il mix produttivo che caratterizza il nostro tessuto economico, nel quale ha una rilevanza specifica il terziario, esprime la capacità di creare con grande facilità nuove imprese, dall’altro lato, la “volatilità” di cui queste sono spesso caratterizzate ne rendono più facile la chiusura – dichiara Alberto Zambianchi presidente della Camera di commercio della Romagna -. Se per la trasformazione e il rafforzamento del Paese Italia, servono certamente dosi massicce di digitalizzazione e di innovazione di processi, prodotti e servizi, attenzione particolare al green ed alla blue economy, inclusione sociale e parità di genere, non si può non riservare grande attenzione alle start-up e alle PMI innovative. Gli elementi appena citati sono, infatti, le caratteristiche e attitudini, fondanti di queste imprese. È, pertanto, assolutamente necessario operare con una strategia di territorio, condivisa con gli attori principali (Università, Istituzioni, ecc…), efficace e mirata, per favorirne, sia la creazione, sia il consolidamento e il successo. È importante, inoltre, creare un ecosistema esterno che funzioni come infrastruttura abilitante, capace di valorizzare e sviluppare specializzazioni, competenze e filiere e favorire processi di contaminazione, per agganciare e coinvolgere, attraverso le imprese innovative, il maggior numero possibile delle imprese con caratteristiche più statiche e tradizionali. Ben consapevole di tutto ciò, la Camera della Romagna tiene alta l’attenzione su questo tema strategico e ha inserito nel proprio Programma pluriennale una linea di azione dedicata espressamente alla “creazione di imprese e startup e alla competitività delle PMI”.

Per offrire il punto di vista di chi opera quotidianamente, in prima persona, con queste imprese, la Camera di commercio ha chiesto alcune riflessioni a Dario Maio, presidente di Cesenalab, acceleratore ed incubatore certificato di startup innovative, di Cesena, con una consolidata collaborazione con l’Associazione Nuove Idee Nuove Imprese di Rimini.
Nonostante la pandemia stia mettendo in seria difficoltà il mondo dell’imprenditoria innovativa, soprattutto quella giovanile, nel corso del 2020 abbiamo registrato un incremento delle richieste di incubazione e un leggero aumento del numero di team incubati, che fa ben sperare per l’anno appena iniziato – sottolinea Dario Maio presidente di Cesenalab -. La sfida, oggi, ruota attorno alla capacità di offrire servizi, alle nostre startup, che aiutino loro ad adattare i modelli di business in base al nuovo assetto socio-economico davanti al quale ci troviamo. In questo senso è significativo il percorso di Neurality, startup con sede legale a Rimini che si occupa di analisi di immagini e video tramite tecniche di intelligenza artificiale con lo scopo di estrarre informazioni complesse che possano essere impiegate nel mondo della diagnostica, nel controllo qualità su materiali organici e nel controllo conformità degli oggetti nella linea produttiva, che si è aggiudicato un finanziamento di 110.000 euro in ambito europeo. Non solo risposte concrete per il presente ma, soprattutto, progetti per il futuro. Degno di nota è anche il progetto di Wait4Call, startup con sede legale a San Mauro Pascoli che punta a rivoluzionare il mercato del digital audio advertising attraverso un applicativo Android che permette alle aziende di effettuare e gestire campagne pubblicitarie audio che vengono trasmesse durante una qualsiasi telefonata da smartphone. Proprio in questi giorni il team ha lanciato la sua prima campagna di crowdfunding sulla piattaforma WeAreStarting, con l’obiettivo di raccogliere fino a 150.000 euro per lo sviluppo di nuove soluzioni dell’app e per le attività di marketing”.

Start-up innovative nell’area Romagna – Forlì-Cesena e Rimini

Al 1° febbraio le start-up innovative del territorio Romagna (Forlì-Cesena e Rimini) sono 155, e operano principalmente nel macrosettore dei servizi (114 unità) e nell’industria e artigianato (33 unità); in termini di variazione annua, si registra una diminuzione del 10,9% (da 174 unità del 3/2/2020 a 155 unità del 1/2/2021), a differenza dell’aumento sia regionale (+2,8%) sia nazionale (+9,8%).
L’area Romagna (Forlì-Cesena e Rimini) si inserisce in un contesto regionale ad alta diffusione di start-up; il 7,9% del totale nazionale, infatti, ha sede in Emilia-Romagna (quarta posizione, dopo Lombardia, Lazio e Campania). Le province emiliano-romagnole con più elevata presenza di start-up innovative sono, rispettivamente, Bologna con 314 (pari al 33,1% regionale) e Modena con 143 (15,1%); le presenza più basse, invece, si registrano a Piacenza con 43 start-up (4,5%) e a Ferrara con 42 (4,4%).

La tipologia di start-up innovativa è stata delineata dal legislatore con la finalità di favorire lo sviluppo di nuova cultura imprenditoriale e la creazione di un contesto maggiormente favorevole all’innovazione, e quindi più competitivo e attrattivo. Per questa tipologia, se iscritte nell’apposita sezione del Registro delle Imprese, sono previste esenzioni, agevolazioni fiscali, alcune deroghe al diritto societario e una disciplina particolare nei rapporti di lavoro.

La numerosità delle start-up innovative rappresenta un ulteriore elemento significativo per valutare la dinamica e la capacità di sviluppo di un sistema imprenditoriale.
Le start-up innovative con sede in provincia di Forlì-Cesena sono 56, pari al 5,9% del totale regionale (settima posizione davanti a Piacenza e Ferrara); il confronto annuo rileva una diminuzione dell’8,2% (da 61 unità del 3/2/2020 a 56 unità del 1/2/2021), diversamente dall’incremento regionale (+2,8%) e nazionale (+9,8%). Il 67,9% delle start-up innovative provinciali opera nel macrosettore dei Servizi (38 unità), di cui il 39,3% nei servizi digitali e informatici (22) e il 14,3% nella ricerca e sviluppo (8), il 25,0% nell’Industria/Artigianato (14 unità) e il 7,1% nel Commercio (4 unità); rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, si registrano cali delle imprese sia nei Servizi (-7,3%), sia nell’Industria eArtigianato (-6,7%) che nel Commercio (-20,0%).

Delle 56 start-up, 14 sono gestite da giovani (under 35), 5 da donne e 1 da stranieri; 13 imprese, inoltre, sono in possesso di brevetti mentre 8 sviluppano e commercializzano esclusivamente prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico in ambito energetico. A livello territoriale, infine, il 66,0% delle stesse (37 unità) risiede nei comuni di Forlì e Cesena: nell’ordine, il 46,4% a Cesena (26) e il 19,6% a Forlì (11).

Piccole e Medie Imprese innovative nell’area Romagna – Forlì-Cesena e Rimini

Al 1° febbraio le PMI innovative del territorio Romagna (Forlì-Cesena e Rimini) risultano 20, con un incremento annuo di 1 unità; in Emilia-Romagna sono presenti 171 PMI innovative (terza posizione, dopo Lombardia e Lazio), con una crescita annua di 31 unità. Le province che ne detengono il maggior numero sono, rispettivamente, Bologna (56) e Modena (40), mentre la numerosità più bassa si riscontra a Piacenza (5).
Le PMI innovative in provincia di Forlì-Cesena risultano 13 (7,6% del totale regionale), stabili rispetto allo stesso periodo del 2020: 9 operano nel macrosettore dei Servizi, 3 nell’Industria/Artigianato e 1 nel Commercio. Due PMI innovative sono gestite da donne, di cui una da donne straniere; 10 imprese, inoltre, sono in possesso di brevetti.