campagna contro l'aborto

«Dopo la prima campagna che ha visto manifesti contro l’aborto farmacologico mistificare la realtà rappresentando la donna come un’incauta Biancaneve avvelenata da un farmaco che ricordiamo essere invece approvato dall’Ema e dall’Aifa, oggi l’associazione pro-vita esce con una nuova campagna che arriva dritta al nocciolo della questione, l’attacco alla Legge 194 e al diritto delle donne di decidere sul proprio corpo. Una visione oscurantista che sminuisce e invisibilizza la donna a mero involucro, una macchina riproduttiva, senza libertà di scelta. Una campagna volta a colpire non solo l’autodeterminazione della donne ma a minarne la salute riportando in auge gli aborti clandestini, i ferri da calza, gli intrugli da stregoni (quelli sì veleno…), e per chi se lo può permettere la fuga all’estero in cliniche private. L’intensità della campagna ci inquieta tanto da domandarci da dove provengano i finanziamenti per saturare le affissioni in tutto il paese con questo ritorno al medioevo.

Ci chiediamo se i contribuenti che hanno scelto di destinare il proprio 5 per mille a una onlus apparentemente apartitica e apolitica -Pro Vita- sapevano di stare alimentando una associazione finemente intrecciata alla peggiore formazione di estrema destra che ha come portavoce proprio Alessandro Fiore — figlio di Roberto, leader di Forza Nuova.
Queste campagne di disinformazione sostenute dalle forze estremiste della peggiore destra italiana ed europea arrivano oggi nella nostra regione e nei nostri territori della Romagna con un messaggio distorto e discriminatorio, hanno come unico obbiettivo quello di riportare le donne ad una condizione di sottomissione tipica di una società medievale, o forse dovremmo dire… tradizionale?! Diciamo no a queste barbarie, per noi donne, per il futuro delle bambine e delle ragazze di questo paese e per il rispetto e la riconoscenza che dobbiamo alle nostre madri e alle nostre nonne che si sono battute per il diritto all’aborto e per la nostra libertà di scelta.

Mobilitiamoci! Facciamo appello a tutte e a tutti coloro che si sentono indignati e che vogliono far sentire la propria voce, per dire basta alla violenza anti-abortista! Chiediamo che non sia più concesso spazio o suolo pubblico a campagne ed iniziative violente contro le donne. Chiediamo alle istituzioni di intervenire in difesa della legge e dei diritti delle donne oggi e sempre».

36 realtà tra associazioni, sindacati e associazioni di categoria aderenti all’appello: Gruppo Parità di Genere Forlì, Tavolo permanente delle associazioni contro la violenza di Forlì, Cgil Forlì, Uil Forlì, LegaCoop Romagna, Un secco no Forlì, Collettivo Rea Forlì, Udi Forlì, Forlì città aperta, Forum delle donne Forlì, Associazione Luciano Lama, Consulta laica di Forlì, Il progresso delle idee Forlì, La materia dei sogni Forlì, Fondazione Lewin Forlì, Rivista Una città, Circolo Uaar di Forlì-Cesena, Tutto a sinistra-La sottile linea Rossa, Associazione Culturale Gruppo Teatrale Malocchi e Profumi, Rete degli Studenti di Forlì, Rete Women delle donne del Mediterraneo est e sud europeo, Anpi Provinciale Forlì-Cesena, Anpi Forlì e Forlimpopoli, Coordinamento Libera Forlì Cesena, Presidio Libera Forlì, Presidio Libera Forlimpopoli, Barcobaleno Forlimpopoli, Casa Madiba Network Romagna, Messaggeri del Mondo, Vocedonna Castrocaro, Ipazia Cesena, Rimbaud Cesena, Pride Off Rimini, Arci Gay “Alan Turing” Rimini, Non Una di Meno Rimini, Casa delle donne di Ravenna