Targa commemorativa Angelo-Satanassi

Questa mattina ho partecipato alla scopertura della targa commemorativa dedicata alla memoria dell’onorevole Angelo Satanassi, indimenticabile sindaco di Forlì e ispiratore dell’acquedotto di Romagna – Diga di Ridracoli. Per questioni anagrafiche non ho avuto l’onore di conoscerlo personalmente ma tanto conosco del suo operato. È per questo che ho fatto alcune riflessioni che ho riportato nel mio intervento. Come giovane amministratore  guardo con molto rispetto e con grande umiltà agli uomini e alle donne che hanno saputo fare della Politica, quella con la P maiuscola, lo strumento nobile per la costruzione del bene comune. Angelo Satanassi ne fu uno degli interpreti più luminosi” spiega il sindaco di Bertinoro e il Presidente della Provincia di Forlì-Cesena Gabriele Antonio Fratto.

La sua storia familiare e personale – continua – la sua storia politica parlano un linguaggio di coerenza, valoriale, dove la solidarietà, l’uguaglianza e la libertà si esprimono attraverso simboli di rara bellezza, come sono tutti i simboli democratici, la bandiera e il suo canto.
Uno in particolare voglio ricordare “bella ciao”, che ha vincolato la giovinezza di Angelo, come la giovinezza di tante donne e uomini valenti, alla promessa di un mondo che fu davvero nuovo. E quella promessa fu mantenuta, un’Italia nuova, anche attraverso la realizzazione di comunità locali che furono davvero innovative e dense di promesse di un progresso educativo, culturale, sociale e civico prima che economico, che metteva al centro i cittadini e le cittadine e i loro bisogni“.

E il consenso popolare sui progetti e i programmi non solo locali arrivava puntuale, eccome se arrivava, tanto da raggiungere il 48% dei consensi, ancora imbattuto. Ecco, quelle sono state le radici che ci hanno consentito di essere così come siamo oggi. Era una politica dai toni forti e dirompenti, non accomodanti, non trasversali, era la politica dei grandi progetti, dello “sguardo lungo” , senza biechi campanilismi, dove non era difficile riconoscersi e ritrovarsi. Era la politica di chi pur guardando in alto, come nel caso di questa grandissima opera, la realizzazione della diga di Ridracoli, utile a tutta la Romagna, scendeva in piazza con i lavoratori” insiste Fratto.

Era la politica di chi si sporca quotidianamente le mani, letteralmente nel caso di Angelo Satanassi che ha sempre avuto particolare attenzione al mondo agrario, cui ha dato un grandissimo contributo di sviluppo in ambito parlamentare. Certo non sono più quei tempi e non è più la politica di oggi. Ma noi giovani amministratori, guardando a questi esempi, siamo sollecitati ad una riflessione sul valore pedagogico che rivestono questi testimoni, che sono diventati, nel tempo, simboli, punti di riferimento. Ecco perchè oggi, ricordare Angelo ha il valore dell’invito a ritornare tutti a ripensare concretamente alla centralità della “questione sociale”, alle modalità di declinare i valori di solidarietà e di uguaglianza, alla indiscutibilità dei principi e dei metodi democratici, contro ogni forma di prevaricazione e contro ogni forma di fascismo, perchè non c’è un fascismo buono e uno cattivo. Si tratta di tornare a discutere, ancora, di cittadinanza e di accoglienza perchè sotto il cielo e nella profumata terra di Romagna possiamo avere tutti pari opportunità” conclude il Presidente della Provincia.