Requiem per un’Unione dei Comuni

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L’Unione dei Comuni della Romagna Forlivese è defunta da tempo. E pare ingeneroso infierire sul suo cadavere, come fa l’ex sindaco di Predappio, Giorgio Frassineti, con poche frasi sbrigative e ovviamente mai autocritiche. Se vogliamo capire perché un progetto difficile e visionario, sicuramente troppo ambizioso, nato molto prima della legge Delrio, è finito male, discutiamone con pacatezza.

Sarebbe utile per tutti, anche per i fautori del neocampanilismo, prevalenti nel PD come nella Destra locale. Così capiremo dove Giorgio (e non solo lui) vorrebbe portare il nostro territorio, come amministrarlo, quale futuro dargli. Oggi nel Forlivese l’unica istituzione a occuparsi di progetti di qualche ampiezza è la Fondazione, non certo i Comuni. Può darsi che questa sia la soluzione augurabile. Ma non prendiamocela con i morti come se fossero ancora vivi e vegeti: pugnalare i caduti è nello stile di Maramaldo. Alla Unione si riservi al più un requiem. Quello non si dovrebbe negare a nessuno.

Roberto Balzani

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Roberto Balzani, nato a Forlì il 21 agosto 1961, è uno storico, saggista e politico italiano. È professore ordinario di storia contemporanea alla Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali, Università degli Studi di Bologna. È stato sindaco di Forlì, dal 2009 al 2014 è professore ordinario di Storia contemporanea alla Facoltà di Conservazione dei beni culturali dell'Università di Bologna (sede di Ravenna), della quale è stato preside fra il 2008 e il 2009. Ricercatore in Storia contemporanea alla Facoltà di Scienze Politiche “Cesare Alfieri” di Firenze dal 1992, è divenuto poi professore associato alla Facoltà di Conservazione dei beni culturali dell’Università di Bologna e quindi professore ordinario. Fra i suoi interessi più recenti, la storia del regionalismo e del patrimonio culturale, cui ha dedicato diversi saggi, collaborando alle iniziative promosse alla Scuola Normale Superiore di Pisa da Salvatore Settis. Fra il 1992 e il 1996 ha fatto parte del consiglio d’amministrazione della Fondazione “Spadolini – Nuova Antologia” di Firenze. E’ stato a lungo componente del consiglio direttivo della Società di Studi Romagnoli, dell’Istituzione Biblioteca Malatestiana di Cesena e dell’Ibc Emilia-Romagna. Fra le principali pubblicazioni da menzionare la ricostruzione del regionalismo culturale romagnolo fra ‘800 e ‘900 (La Romagna, Bologna, 2001, ristampata con un nuovo capitolo nel 2012); inoltre, la sintesi Storia del mondo contemporaneo, Milano, 2003 (con Alberto De Bernardi), la ricerca di storia dei beni culturali Per le antichità e le belle arti. La legge n. 364 del 20 giugno 1909 e l’Italia giolittiana (Bologna, 2003) e la cura dei Discorsi parlamentari di Carducci (Bologna, 2004). Con Angelo Varni è curatore de La Romagna nel Risorgimento (Roma-Bari, 2012). Alla sua esperienza di amministratore è dedicato il pamphlet: "Cinque anni di solitudine. Memorie inutili di un sindaco" (Bologna, 2012). E’ autore di diversi manuali di storia per le Scuole medie e i Licei.