PD: «Forlì sempre più isolata e ripiegata su se stessa»

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In merito alle interviste rilasciate alla stampa locale dal sindaco Zattini, intervengono in una nota la Segretaria Comunale del Partito Democratico di Forlì Maria Teresa Vaccari (nella foto) e il Gruppo Dem in Consiglio Comunale che affermano: “Le dichiarazioni rilasciate da Zattini ci confermano che Forlì sta abdicando al suo ruolo di capoluogo per comprimere il suo ambito di progettazione all’annuncio di fantomatici interventi al servizio della propaganda, ma che non escono dal ristretto confine comunaleUtopie milionarie di grandezza, come l’acquisizione dell’ex Eridania, che stridono con l’urgenza di porsi come guida di un vero rilancio per uscire dalla crisi della pandemia, dopo aver affrontato tutta la fase d’emergenza in perfetta solitudine rispetto agli enti locali e troppo spesso con spirito antagonista e non collaborativo con gli altri livelli istituzionali. Nulla che possa dirsi realmente al servizio dell’intero territorio forlivese, di cui la nostra città è istituzione centrale; stupisce che questa limitatezza venga da chi, in qualità di sindaco di Meldola, ha sperimentato in prima persona quanto sia strategico il ruolo di coordinamento e condivisione che può avere il capoluogo anche per i Comuni più piccoli” afferma Vaccari.

Gli unici progetti di ampio respiro che hanno una base di concretezza, come la riapertura dell’aeroporto o l’avvio del Corso di Medicina e Chirurgia o la realizzazione del collegamento veloce con Cesena, derivano dalla lungimiranza delle precedenti Amministrazioni, o dalle necessità dei Comuni limitrofi, come il nuovo tracciato della Ravegnana ed hanno trovato il nostro Comune impegno in Consiglio Comunale” continua la nota congiunta.

Gli unici interventi della Giunta Zattini, invece, hanno subito brusche battute d’arresto: dall’uscita di Esselunga dal progetto del centro commerciale di via Bertini, che sembrava cosa fatta, al frettoloso e imbarazzato ritiro del nuovo regolamento dei quartieri, che, dopo mesi di parole fumose, è stato scritto in palese contrasto con lo Statuto Comunale. Non pervenuto il piano di rilancio del centro storico, perché “il Covid non dà tregua”, ma la pandemia non ha fermato l’imposizione alla città di scelte di grande impatto, come l’uscita dall’Unione dei Comuni o discutibili varianti urbanistiche, che avrebbero meritato un confronto molto più ampio e approfondito. Forse uno dei cavalli di battaglia della campagna elettorale davvero si riduce a 5 “stalli di pregio” in Piazza Saffi e 200 mila euro per le luminarie di NataleNon una parola spesa su come la Giunta Zattini voglia far uscire Forlì dalla crisi della pandemia e su come voglia promuovere il rilancio di lavoro, servizi, economia: i contributi e il sostegno alle imprese e alle famiglie sono assolutamente necessari, ma sono ristori per far fronte all’emergenza, non investimenti sul futuro.
Forse Zattini è troppo impegnato ad orientarsi nelle rapide mutazioni interne alla sua maggioranza e a dibattere di un nuovo assessorato per ridisegnare gli equilibri nella coalizione. È davvero questa la priorità del sindaco per la città in un momento così delicato quando invece servirebbe alzare lo sguardo fuori dal Palazzo Comunale, provare a confrontarsi con la realtà che lo circonda e indicare ai cittadini quale ruolo e quale vocazione dovrà avere Forlì rispetto al suo territorio? O forse semplicemente il sovranismo municipale è la vera dimensione di questa Amministrazione, considerando la fretta con cui sta uscendo da tante convenzioni con istituzioni locali, nazionali e internazionali che in passato hanno permesso alla nostra città di proiettarsi oltre i confini municipali ed essere capofila di tanti progetti su scala regionale ed europea” conclude la Segretaria Dem forlivese.

A rincarare la dose è il Gruppo Dem in Consiglio Comunale che afferma: “Mentre la città si aspetta progetti di sviluppo per uscire dalla crisi, la maggioranza è da due anni che litiga per chi deve avere un posto in giunta, arrivando persino a smentire il proprio sindaco nell’arco di 24 ore. Già si è detto che le uniche proposte di rilievo in questi anni sono state l’uscita dall’Unione dei Comuni, nel pieno della crisi sanitaria, e la variante Esselunga a Coriano: a queste ora si aggiunge la proposta di uscire da Livia Tellus che indebolirà ancora di più il territorio. È incomprensibile dove voglia portarci la destra se non a crearsi un singolare feudo municipale, quando è invece chiaro che questa crisi impone una drastica ed alternativa risposta territoriale trasversale agli schieramenti politici. L’assenza di un progetto di città e territoriale da parte di Zattini e della sua maggioranza condizionerà duramente nei prossimi anni lo sviluppo di Forlì e del comprensorio, ed è chiaro che non può trovare riscontro – per dirle con le parole di Zattini – nel sogno “Ex-Eridania” che riguarda un singolo, multimilionario e specifico intervento di riqualificazione, quando poi ha rinunciato ad acquisire a costo zero il Convento della Ripa in pieno Centro, area che potrebbe essere dedicata ad un nuovo sviluppo urbano. In questi due anni – nonostante le nostre reiterate richieste – non si è ancora parlato di piano del Centro Storico e di offerta culturale in città, settori su cui nel recente passato si è investito moltissimo e bisogna continuare a farlo, a partire dal Palazzo del Merenda“.