Gabriele Zelli

Siamo appena all’inizio dell’anno in cui ricorre il 700° anniversario della morte di Dante Alighieri e lo spirito del Sommo Poeta viene già fatto comparire ovunque. Verrebbe da dire “dall’Alpi alle Piramidi, dal Manzanarre al Reno”, come recita la famosa ode scritta da Alessandro Manzoni nel 1821 in occasione della scomparsa di Napoleone Bonaparte.

Continuare a promuovere un itinerario dantesco sulle tracce di Dante esule che, partendo da Firenze per arrivare a Ravenna, lo si fa passare da Marradi, Brisighella e Faenza è un vero falso storico. Dal punto di vista turistico e ambientale è invece un percorso suggestivo e decisamente interessante, perché tocca località di grande fascino e di straordinaria rilevanza storica.

Nel curatissimo libro “Dante. Il romanzo della sua vita” del professor Marco Santagata, docente universitario di fama internazionale, purtroppo deceduto pochi mesi fa, le località di Marradi e Brisighella non sono neppure citate! Mentre Faenza è citata due volte. La prima quando si parla della famiglia Guidi che estendeva “i suoi possedimenti fino a lambire Faenza e Forlì“. La seconda perché viene raccontato il tentativo di formare un’alleanza fra i Guelfi bianchi, cacciati da Firenze, con città le città romagnole, sia guelfe sia ghibelline, compresa Faenza, per cercare di sovvertire l’ordine militare e amministrativo che si era determinato nel capoluogo toscano. Non per dire che il poeta vi è stato!
Nel libro in questione Forlì è citata 16 volte e gli Ordelaffi 14, poco meno di Ravenna che è citata 19 volte, mentre la famiglia da Polenta 7 e Guido Novello da Polenta, che ospitò Dante per diversi anni, 10.

Spero, anche se so che non sarà così, purtroppo, che in prospettiva APT e compagnia bella smettano di promuovere un percorso turistico inesatto sotto il profilo storico. D’altra parte, la mia è una pia illusione considerato che a Gradara si racconta che il dramma di Paolo e Francesca si consumò nel locale castello, una vera bufala che però funziona per i turisti! Poi non meravigliamoci se fanno presa le tesi negazioniste e revisioniste di alcune delle pagine più terribili della storia del secolo scorso!

Mi piacerebbe, però, che si raccontasse la storia per quello che è stato. Nel caso specifico Dante, quando non poté rientrare a Firenze perché condannato a morte, nel suo peregrinare da esule per arrivare a Forlì alla corte degli Ordelaffi percorse, dall’Acquacheta in poi, la valle del Montone. Ha toccato, spesso fermandosi, le località di: San Benedetto in Alpe, Portico, paese nativo del padre di Beatrice, Folco Portinari, Rocca San Casciano, Dovadola, dove fu ospite di Guido Selvatico Guidi, Castrocaro, per poi arrivare a Forlì, nella “terra che fe’ già la lunga prova / e di Franceschi sangiunoso mucchio, / sotto le branche verdi si ritrova (Inferno, canto XXVII, verso 45).

Gabriele Zelli

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Ex sindaco di Dovadola, classe 1953, dal 1978 al 1985 dipendente del Comune di Dovadola. Come volontario in ambito culturale è stato dal 1979 al 1985 responsabile della programmazione del Cinema Saffi e dell'Arena Eliseo di Forlì e dal 1981 al 1985. Coordinatore del Centro Cinema e Fotografia del Comune di Forlì. Nel giugno 1985 eletto Consigliere comunale e nell'ottobre 1985 nominato Assessore comunale di Forlì con deleghe alla cultura e allo sport. Da quell'anno ha ricoperto per 24 anni consecutivi il ruolo di amministratore dello stesso Comune assolvendo per tre mandati le funzioni di Assessore e per due a quella di Presidente del Consiglio comunale. Dirigente e socio di associazioni culturali, sociali e sportive presenti in città e nel comprensorio. Promotore di iniziative a scopo benefico. E' impegnato a valorizzare il patrimonio culturale, storico e artistico di Forlì e della Romagna. A tale scopo dal 1995 ha organizzato una media di oltre 80 appuntamenti annuali, promuovendo anche interventi di recupero del patrimonio architettonico di alcuni edifici importanti o delle loro parti di pregio. Autore di saggi e volumi, collabora con settimanali, riviste locali e romagnole. Dirigente dal 1998 di Legacoop di Forlì-Cesena in qualità di Responsabile del Settore Servizi. Nel 1997 è stato insignito dell'onorificenza di Cavaliere Ufficiale al Merito della Repubblica Italiana.