Festa salesiana in onore del fondatore don Bosco

0

I salesiani forlivesi festeggiano domenica 31 gennaio insieme ai salesiani di tutto il mondo il loro fondatore, san Giovanni Bosco. Negli anni passati la festa di don Bosco è stata sempre preceduta da un ciclo di iniziative culturali ed eventi pubblici che quest’anno, a causa della pandemia, non si sono potuti organizzare. La festa è quindi tutta incentrata nella solenne celebrazione eucaristica di domenica 31 nella chiesa forlivese di San Biagio alle ore 10,30 presieduta dal vescovo di Forlì-Bertinoro mons. Livio Corazza.

I salesiani sono a Forlì stabilmente dal 1942, quando don Pietro Garbin a capo di una “pattuglia” salesiana (erano in tutto tre) si insediò a San Biagio assumendo la gestione della parrocchia e dello storico oratorio San Luigi. Nel corso del tempo l’Opera salesiana forlivese è cresciuta articolando la sua presenza in vari ambiti operativi. Dopo avere ceduto dallo scorso settembre la responsabilità di conduzione della parrocchia, i salesiani mantengono la gestione dell’oratorio e del convitto studentesco che ha attivato anche una sezione femminile. Anche se con l’attività temporaneamente sospesa per l’emergenza Covid, la Sala Multimediale San Luigi, rappresenta settore dell’Opera Salesiana di produzione delle attività culturali.

Da sottolineare l’operatività del centro di formazione professionale (CNOS-FAP), eccellenza formativa in ambito territoriale romagnolo, che ha di recente ulteriormente incrementato il proprio campo di intervento. La comunità salesiana forlivese ha registrato lo scorso dicembre la dolorosa perdita di don Antonio Simioni, ottantadue anni, amatissimo ultimo parroco di san Biagio. Arrivato a Forlì nel 2009, dal 2013 aveva retto la parrocchia fino a settembre del 2020.

Una curiosità storica da ricordare è che, molto prima dell’arrivo stabile dei salesiani in città, don Bosco, il 28 febbraio 1867, venne a Forlì, su invito del vescovo di allora, monsignor Trucchi. Per un malinteso sull’orario di arrivo, il Santo insieme al suo collaboratore don Francesia, trovando il vescovado con le porte chiuse, passò la notte alla locanda “al Leon d’Oro” in corso Garibaldi. Una lapide sulla facciata del palazzo dove si trovava l’albergo (nella foto sotto) ricorda ancora oggi il soggiorno di don Bosco. Il giorno dopo, celebrò messa all’altare della cappella della Madonna del Fuoco indossando la pianeta usata da Pio VII quando era venuto a Forlì che gli fu preparata dal sagrestano come segno di ammirazione per un sacerdote già famoso per l’apostolato tra i giovani. Al termine della messa, con il cordiale incontro con il vescovo con il quale si trattenne a pranzo si chiuse il breve soggiorno forlivese di don Bosco.

Lapide-don-Bosco-a-Forlì

Paolo Poponessi