Europeisti ed Europeofili

0

Dunque: il perimetro della futura maggioranza, qualora si configuri, sarà l’europeismo. Europeismo e sovranismo stanno sostituendo antiche categorie usurate: comunismo e anticomunismo, in voga fino a poco fa.

Distinguerei però fra gli Europeisti veri e propri – cioè quelli che credono non solo nell’impianto federale, ma nella necessità di assumere modalità razionali e trasparenti nella decisione politica (ad esempio Draghi e Barca, pur con le dovute differenze) – e gli Europeofili, amici dell’Europa a parole, ma anche dei vecchi sistemi di distribuzione delle risorse a casa propria. Fra europeofili e sovranisti non c’è ahimè gran differenza: l’impianto mentale (orientato non alla produzione di beni pubblici, ma all’allocazione di beni privati) è il medesimo. E non porta molto lontano, temo.

Roberto Balzani

CONDIVIDI
Articolo precedenteBertinoro continua il contrasto al "digital divide" per facilitare la didattica a distanza
Articolo successivoProgetto Teatro Scuola Aula 29: insieme per gli studenti forlivesi
Roberto Balzani, nato a Forlì il 21 agosto 1961, è uno storico, saggista e politico italiano. È professore ordinario di storia contemporanea alla Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali, Università degli Studi di Bologna. È stato sindaco di Forlì, dal 2009 al 2014 è professore ordinario di Storia contemporanea alla Facoltà di Conservazione dei beni culturali dell'Università di Bologna (sede di Ravenna), della quale è stato preside fra il 2008 e il 2009. Ricercatore in Storia contemporanea alla Facoltà di Scienze Politiche “Cesare Alfieri” di Firenze dal 1992, è divenuto poi professore associato alla Facoltà di Conservazione dei beni culturali dell’Università di Bologna e quindi professore ordinario. Fra i suoi interessi più recenti, la storia del regionalismo e del patrimonio culturale, cui ha dedicato diversi saggi, collaborando alle iniziative promosse alla Scuola Normale Superiore di Pisa da Salvatore Settis. Fra il 1992 e il 1996 ha fatto parte del consiglio d’amministrazione della Fondazione “Spadolini – Nuova Antologia” di Firenze. E’ stato a lungo componente del consiglio direttivo della Società di Studi Romagnoli, dell’Istituzione Biblioteca Malatestiana di Cesena e dell’Ibc Emilia-Romagna. Fra le principali pubblicazioni da menzionare la ricostruzione del regionalismo culturale romagnolo fra ‘800 e ‘900 (La Romagna, Bologna, 2001, ristampata con un nuovo capitolo nel 2012); inoltre, la sintesi Storia del mondo contemporaneo, Milano, 2003 (con Alberto De Bernardi), la ricerca di storia dei beni culturali Per le antichità e le belle arti. La legge n. 364 del 20 giugno 1909 e l’Italia giolittiana (Bologna, 2003) e la cura dei Discorsi parlamentari di Carducci (Bologna, 2004). Con Angelo Varni è curatore de La Romagna nel Risorgimento (Roma-Bari, 2012). Alla sua esperienza di amministratore è dedicato il pamphlet: "Cinque anni di solitudine. Memorie inutili di un sindaco" (Bologna, 2012). E’ autore di diversi manuali di storia per le Scuole medie e i Licei.