Casa di Riposo Zangheri

«L’emergenza sanitaria continua e, anche in questa nuova ondata, a pagare il prezzo più alto, non solo in termini di vite spezzate, sono gli anziani. Gli ospiti delle case di riposo, Rsa e case famiglia da mesi sono costretti alla solitudine, per limitare il rischio di contagio; i più fortunati possono contare su un abbraccio attraverso una parete trasparente, ma siamo ancora ben lontani dalla normalità, forse percorribile nei prossimi mesi, con la somministrazione del vaccino a tutti gli anziani e agli operatori che se ne occupano.

Più volte, come Cupla, abbiamo chiesto massima attenzione alle strutture dedicate agli anziani, soprattutto in occasione dell’emergere di fatti di cronaca particolarmente eclatanti, accaduti in altre regioni e che hanno portato alla luce maltrattamenti e violenze sugli ospiti. Sebbene consapevoli che, nel nostro territorio, i controlli delle forze dell’ordine sono puntuali e che i servizi offerti sono di alto livello, da tempo abbiamo segnalato la necessità di rendere più stringente la regolamentazione per l’apertura delle case famiglia, che non prevede particolari requisiti, pur riguardando un tema estremamente delicato quale quello dell’accudimento di soggetti fragili.

I ritmi e i tempi di lavoro attuali mal si conciliano coi ruoli di cura di un familiare anziano, aumentando esponenzialmente il fabbisogno di queste realtà, per questo è fondamentale che, in assenza di regole più severe, gli organi di controllo preposti vigilino per proteggere gli anziani da eventuali abusi. Una nota attiene poi al personale a contatto con gli ospiti: è fondamentale che gli operatori possano accedere al piano vaccinale, ma non devono essere sottovalutati i rischi connessi ai soggetti che si occupano della manutenzione delle strutture o del servizio mensa, personale esterno che, quotidianamente, può esporre gli anziani al contagio».

Mario Zecchi presidente Cupla (Coordinamento Unitario dei Pensionati del Lavoro Autonomo)