Comitato-Libertà-e-lavoro

«Questa mattina una delegazione del “Comitato Libertà e Lavoro” della Provincia di Forli-Cesena, di cui sono il portavoce ed uno dei promotori, è stato ricevuto dal Presidente della Provincia di Forlì-Cesena Gabriele Fratto. Hanno partecipato all’incontro da remoto anche il sindaco di Forlì Gian Luca Zattini e l’assessore del Comune di Cesena Luca Ferrini, i direttori di Confesercenti e Confcommercio, rispettivamente Giancarlo Corzani e Alberto Zattini. Per il “Comitato Libertà e Lavoro” sono intervenuti con le relative deleghe e competenze, Giovanni Amadori (Area Legale), Riccardo La Corte (Horeca Ristorazione, Bar), Maurizio Tassani (Palestre), Dovilio Nardi (Area Formazione).

All’ordine del giorno la situazione economico-sociale in atto, viste le misure di contenimento della pandemia adottate dal governo, e la presentazione di un “Progetto Pilota per il Ritorno alla Normalità” con la riapertura di ristoranti, pizzerie, bar, palestre, cinema, teatri, e di tutte quelle attività della Provincia di Forlì–Cesena ritenute dal Governo “non essenziali”, adottando tutti i criteri di salvaguardia della salute individuale degli avventori e del personale dipendente. La nostra Provincia paga un RT medio regionale alto determinato da una serie di parametri calcolati sulla diffusione dell’infezione da Covid 19 che in città come Bologna e Modena che è tre volte superiore.

L’esperimento pilota per la nostra provincia, che costituisce una delle locomotive della ristorazione nazionale e della Wellness Valley, viene proposto affinché la possa essere avviato e pianificato un graduale ritorno alla normalità, confidando sul fatto che la nostra provincia nel contesto regionale è senza ombra di dubbio virtuosa in termini di contagi ma soprattutto in relazione alla presenza di eccellenti strutture ospedaliere che ne fanno un riferimento nazionale. Inoltre lo stesso progetto viene proposto perché non vi sono evidenze scientifiche che dimostrino che nei comparti citati ci sia stata una proliferazione dei contagi.

Nella sostanza si propone che venga applicato il principio della divisione a macchia di leopardo per permettere ai territori più virtuosi di iniziare a vivere normalmente e riattivare le imprese economiche perché in questo modo forse non avremo più il Covid ma neanche un tessuto economico che risulterà definitamente azzerato. Le previsioni danno il 40% delle aziende di ogni settore della filiera della ristorazione in chiusura da qui al 31 marzo e in relazione a ciò un aumento della disoccupazione del 60%. Nel corso del dibattito, che si è tenuto in un clima collaborativo e proattivo, tutti gli attori hanno convenuto che a fronte di quanto sopra evidenziato, occorre sedersi ad un tavolo e pianificare un progetto in tempi rapidi, da portare all’attenzione della Regione e del governo centrale.

Lo stato economico in cui versano la grande maggioranza per non dire totalità degli imprenditori di quelle imprese dei settori dichiarati “non essenziali” come ristoranti, bar, palestre chiuse per decreti e Dpcm è gravissimo, e questo nonostante nei mesi da giugno a settembre con le riaperture dei locali nel rispetto alla lettera dei protocolli inviati dal Governo non si sia avuta sull’intero territorio nazionale una evidenza sensibile di contagio propagato da queste attività. Il sistema economico romagnolo sta collassando. I ristori destinati dal governo non arrivano a coprire neanche gli essenziali fabbisogni di cui una piccola impresa ha necessita per sopravvivere. Ancora pochi mesi in questa situazione e non ci sarà più un sistema produttivo romagnolo perché il 50% delle attività (ristoranti, bar, palestre, pub) chiuderà definitivamente le saracinesche e migliaia dei lavoratori non avranno più un lavoro.

Al presidente della Provincia ed ai sindaci di Forlì e Cesena, che si farà portavoce insieme ai sindaci del territorio ed i portavoce del comitato, é stato chiesto di proporre il progetto al presidente della Regione Bonaccini, sulla falsa riga dell’ordinanza 1/2021 firmata dal presidente della Provincia Autonoma di Bolzano, Arno Kompatscher, in vigore dal 7 gennaio, che contiene nuove misure per la prevenzione e la gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19 e prevede la riapertura, seppur con limitazioni su giornate e orari, di negozi, bar e ristoranti, nonché il ritorno alla didattica in presenza anche nelle scuole superiori. Alla base di questa proposta, che ripeto è apolitica, apartitica e trasversale, c’è la necessità di far ripartire la locomotiva dei consumi e della socialità che stá distruggendo anche il tessuto sociale e per questo scegliamo la via del confronto istituzionale per far risorgere il sistema produttivo romagnolo.

Consegnate simbolicamente le chiavi dei negozi e attività commerciali al presidente della provincia Gabriele Fratto da Daniele Avolio evidenziando che un buon amministratore deve saper bilanciare nella sua azione di governo, il diritto alla salute in egual misura del diritto al lavoro così come sancito dalla carta costituzionale. Coesione e massima solidarietà tra tutti i presenti e condivisione dell’obiettivo anche da parte del presidente della Provincia di Forlì-Cesena Gabriele Fratto, che si impegna a presentare queste istanze al governatore regionale Stefano Bonaccini e a pianificare l’attivazione di un tavolo di lavoro con gli enti locali, le associazioni di categoria e lo stesso “Comitato Libertà e Lavoro” per salvare imprese e posti di lavoro dei comparti ristorazione, bar, pizzerie, palestre e di tutta la filiera ad essi collegata che rappresenta solo per la Romagna migliaia di posti di lavoro che diversamente andrebbero in fumo. Le iniziative del “Comitato Libertà e Lavoro” proseguiranno nei prossimi giorni».

Daniele Avolio Comitato Libertà e Lavoro