Zelli: «Sulla vicenda Sapro ero da sempre convinto dell’innocenza degli imputati»

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«Accolgo con soddisfazione la sentenza di assoluzione di tutti gli imputati di quella che è stata definita “la vicenda Sapro”. Qualche anno fa ho chiesto volontariamente di essere ascoltato come testimone, come poi avvenne, presso il Tribunale di Forlì, mentre era in corso il processo di secondo grado. Andai per sostenere la correttezza dell’operato degli amministratori di Sapro e per dire che se c’erano stati errori nella conduzione della società questi non potevano avere un risvolto penalmente rilevante.

Posso anche affermare che ho sostenuto ed ho scritto che la Società che si occupava degli insediamenti produttivi nei territori della Provincia di Forlì-Cesena non doveva neppure essere posta in liquidazione, come invece è avvenuto. Questo ha privato e priva gli enti locali soci della possibilità di effettuare una politica di insediamento di nuove attività, o di agevolare lo spostamento di aziende esistenti che intendevano ampliarsi. Gli imprenditori che, anche in una situazione di crisi (fortunatamente c’è ne sono stati e ce ne sono anche se in misura inferiore rispetto a prima dell’inizio della crisi economica risalente a oltre dieci anni fa e che perdura), hanno investito nel nostro territorio realizzando nuove sedi per le loro aziende lo hanno dovuto fare avendo come referente un curatore fallimentare, o proprietari di terreni destinati a insediamenti produttivi e non i consigli comunali, le giunte e i sindaci.

Da parte mia, da sempre, sono convinto che avere interlocutori della gestione della cosa pubblica, seppure fra un mare di burocrazia, sia sempre meglio che avere come referente un privato che cura i propri interessi personali. Secondo un mio personale giudizio politico con la tutta la “vicenda Sapro” è stata danneggiata l’onorabilità di molte persone, che la sentenza restituisce dopo molte amarezze, una parte dell’economia locale, diverse banche e gli enti soci; a questi ultimi importanti aspetti non si potrà purtroppo porre più rimedio».

Gabriele Zelli

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Ex sindaco di Dovadola, classe 1953, dal 1978 al 1985 dipendente del Comune di Dovadola. Come volontario in ambito culturale è stato dal 1979 al 1985 responsabile della programmazione del Cinema Saffi e dell'Arena Eliseo di Forlì e dal 1981 al 1985. Coordinatore del Centro Cinema e Fotografia del Comune di Forlì. Nel giugno 1985 eletto Consigliere comunale e nell'ottobre 1985 nominato Assessore comunale di Forlì con deleghe alla cultura e allo sport. Da quell'anno ha ricoperto per 24 anni consecutivi il ruolo di amministratore dello stesso Comune assolvendo per tre mandati le funzioni di Assessore e per due a quella di Presidente del Consiglio comunale. Dirigente e socio di associazioni culturali, sociali e sportive presenti in città e nel comprensorio. Promotore di iniziative a scopo benefico. E' impegnato a valorizzare il patrimonio culturale, storico e artistico di Forlì e della Romagna. A tale scopo dal 1995 ha organizzato una media di oltre 80 appuntamenti annuali, promuovendo anche interventi di recupero del patrimonio architettonico di alcuni edifici importanti o delle loro parti di pregio. Autore di saggi e volumi, collabora con settimanali, riviste locali e romagnole. Dirigente dal 1998 di Legacoop di Forlì-Cesena in qualità di Responsabile del Settore Servizi. Nel 1997 è stato insignito dell'onorificenza di Cavaliere Ufficiale al Merito della Repubblica Italiana.