Marco Granelli alla presidenza di Confartigianato nazionale

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Il presidente di Confartigianato Emilia Romagna Marco Granelli ieri ha assunto la presidenza di Confartigianato Imprese per il quadriennio 2020-2024, eletto per acclamazione dall’Assemblea della Confederazione che rappresenta 700.000 artigiani, micro e piccole imprese. Marco Granelli è nato nel 1962 a Salsomaggiore (Parma) dove è titolare di un’impresa nel settore delle costruzioni. Da lungo tempo è impegnato nell’attività associativa: dal 2012 è vice presidente vicario di Confartigianato e dal 2009 è alla guida di Confartigianato Emilia Romagna, dopo essere stato per molti anni alla presidenza di Confartigianato Imprese Parma.

Il neopresidente nazionale è, da sempre, vicino alla realtà forlivese; come spiega il presidente di Confartigianato di Forlì Luca Morigi “Granelli conosce il nostro comprensorio ed è stato ospite di numerose iniziative realizzate dall’associazione. Per citare solo l’ultimo appuntamento, lo scorso giugno, ha preso parte al convegno realizzato a Rocca San Casciano dal titolo ‘cambia vita’ per la promozione del territorio montano. Il presidente saprà portare le istanze locali nell’arena nazionale, per tutelare la piccola e micro impresa, particolarmente diffusa nel forlivese”.

Marco Granelli, nell’indicare il programma di lavoro della sua presidenza, ha sottolineato: “Usciremo da questa crisi con uno sforzo eccezionale di responsabilità e coraggio da parte di tutti per ricostruire un modello di sviluppo economico e sociale che faccia leva sul valore espresso dagli artigiani e dalle piccole imprese che rappresentano il 98% delle aziende italiane. Confartigianato intensificherà l’impegno di rappresentanza e di servizio al fianco degli imprenditori. A chi guida il Paese sollecitiamo altrettanto impegno deciso e concreto nel costruire un contesto favorevole alle potenzialità imprenditoriali del nostro Paese, puntando su competenze, innovazione, sostenibilità, fattori indispensabili per irrobustire il tessuto produttivo e migliorarne la capacità competitiva”.

In questi mesi – ha detto ancora il neoeletto – le micro e piccole imprese italiane hanno sofferto ma hanno anche dato una grande prova di reattività. Ora non possiamo vanificare i loro sforzi. Ci giochiamo il futuro: mai come quest’anno la manovra economica deve essere una legge di rilancio e non possiamo permetterci esitazioni nell’utilizzare le risorse europee per investire sui punti di forza del nostro sistema produttivo, vale a dire gli oltre 4 milioni di artigiani e piccole imprese del nostro Paese”.