Campus-Universitario Forlì

Fin dal primo minuto in cui si è aperta la possibilità di portare a Forlì e Ravenna il corso di laurea in Medicina e Chirurgia, Italia Viva e i suoi rappresentanti nelle sedi istituzionali locali, regionali e nazionali hanno messo in campo quanto nelle proprie possibilità per sostenere questo progetto strategico per il futuro del nostro territorio. Ecco perchè votiamo a favore anche della nuova delibera che la giunta a sottoposto all’attenzione del Consiglio, inerente l’accordo tra Comune e Serinar“. Lo afferma il consigliere comunale di Italia Viva a Forlì, Massimo Marchi.

Da opposizione responsabile come siamo sempre stati – aggiunge – non abbiamo avuto alcun tentennamento nel votato a favore del progetto proposto da questa amministrazione, coerentemente con il lavoro che abbiamo portato avanti e in linea con gli obiettivi che riteniamo prioritari per il nostro territorio. Siamo stati l’unico gruppo di opposizione a farlo“.

Questa delibera che sancisce l’accordo tra Comune di Forlì e Serinar va nella direzione giusta – afferma Marchi – peraltro in continuità con la precedente amministrazione che ha aperto la strada per giungere a questo risultato e che non ha mai fatto mancare il proprio apporto a Serinar, una società che oggi rinnova la sua mission originaria occupandosi di favorire e promuovere l’insediamento universitario nella nostra provincia“.

La sfida che l’avvio del corso di laurea ci pone di fronte è epocale – ammette il renziano – oltre al fatto che richiede un dispiego di risorse economiche enorme, stimato in circa 60 milioni di euro per i prossimi 15 anni tra Forlì e Ravenna. Una cifra importante, sicuramente ben investita; ma quante cose in più potremmo fare se trovassimo un’altra fonte di finanziamento per quei 60 milioni?“.

Noi auspichiamo che l’Italia al più presto accetti i fondi messi a disposizione dal MES (Meccanismo europeo di stabilità) che è appena stato riformato – prosegue – eliminando definitivamente ogni condizionalità e chiarendo ancora una volta che non vi è alcun rischio di cessione di sovranità; perchè dei 36 miliardi di euro previsti per l’Italia, oltre 2 miliardi arriverebbero in Emilia-Romagna e una parte di questi si potrebbero utilizzare anche per finanziare i nostri corsi di laurea. Liberando i bilanci da quell’esborso e mettendo a disposizione quei soldi per altri interventi. Mi auguro che anche questa amministrazione nelle sedi in cui avrà possibilità di farlo voglia far sentire forte la propria voce a favore dell’utilizzo di questi fondi, di cui abbiamo più che mai bisogno“.

In ogni caso anche questa volta e sempre in futuro – conclude Marchi – saremo al fianco di chi si impegnerà a sostenere l’insediamento universitario in Romagna, a beneficio degli studenti e delle opportunità di sviluppo della nostra comunità“.