Covid. Ausl Romagna: “Gli indicatori restano su un livello di stazionarietà”

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Nella scorsa settimana, quindi dal 14 al 20 dicembre, si sono verificate 2.893 positività su un totale di 35.582 tamponi, con una incidenza dunque del 8,1 per cento, sostanzialmente in linea col dato della settimana precedente; incidenza che resta al di sotto della media nazionale. Su questo specifico indicatore si registra, nell’ultima settimana, un lieve calo su tutti i territori salvo Forlì, mentre si registra un lieve aumento, quanto all’indicatore delle positività su popolazione residente in tutti i territori tranne Ravenna che invece continua col trend di calo” si legge in una nota dell’Ausl Romagna.

La percentuale di asintomatici media romagnola è sul 49 per cento, con Rimini e Ravenna superiori al 50 per cento. La performance dei tempi di refertazione dei tamponi entro le 48 ore si attesta sul 78 per cento. Per quanto riguarda l’indicatore relativo alle persone ricoverate, a fine della scorsa settimana la quota di 574 ricoveri (più 30 rispetto alla settimana precedente) mantiene l’azienda oltre il livello rosso del piano ospedaliero Covid; stazionarie in valore assoluto le terapie intensive mentre è in calo la loro percentuale rispetto al totale dei ricoveri, la percentuale dei ricoverati in terapia intensiva resta inferiore a quella media regionale” precisano dall’Ausl.

Gli indicatori restano su un livello di stazionarietà – commenta il direttore sanitario dell’Ausl Romagna Mattia Altinie non dobbiamo dimenticare che questi indicatori, per la realtà romagnola, sono migliori rispetto a quelli di altri territori. Questa realtà non deve però ‘consolarci’ ne’ tantomeno distogliere il nostro impegno dall’azione costante che stiamo mettendo in campo, e dalla prevenzione. È indispensabile, ad esempio, che i ricoveri calino, come già detto, anche in vista dell’infuenza stagionale. Perciò torno a ribadire quanto sia fondamentale rispettare le misure di precauzione previste, a partire da distanziamento, uso della mascherina e igiene delle mani. È importante per noi stessi e per aiutare gli operatori del Sistema sanitario che da oltre dieci mesi stanno lavorando senza sosta“.