Piazza Saffi Forlì

«Zattini predica bene (non ci riferiamo a frequentazioni di cerimonie religiose), e razzola male. Il nostro sindaco era presente, pochi giorni fa, alla protesta dei commercianti sotto la prefettura, a manifestare solidarietà, e, supponiamo, a prendere impegni. Ma all’atto pratico, cosa sta facendo il nostro Comune e l’attuale giunta, in uno dei momenti più drammatici vissuto dalla nostra città, con una situazione drammatica per il lavoro e per la sanità?

Mentre i partiti che sostengono la giunta forlivese su scala nazionale parlano di pace fiscale, blocco delle imposte, di blocco delle cartelle esattoriali, cosa fa il nostro primo cittadino e la sua giunta? Non solo lascia inalterate le aliquote fiscali comunali, ma fa di peggio. Chiede agli esercenti che sono affittuari del Comune, il pagamento senza sconti, dell’affitto dei mesi da marzo a oggi, senza alcun riguardo delle condizioni economiche in cui si trovano. Certo, legalmente il discorso è ineccepibile, umanamente e politicamente, molto meno. Ma diventa spontaneo chiedersi con che coraggio, poi, si possa andare in piazza a solidarizzare con chi quell’affitto deve pagare.

Perché a quei commercianti, affittuari del Comune, oltre al danno, tocca anche la beffa.
Sì, la beffa, anche a livello statale. La beffa di essere considerati cittadini di serie B, unitamente alla beffa di dover pagare con qualcosa che non si è incassato. Il “Bonus Affitti” del decreto rilancio riguarda solo il credito d’imposta che si ottiene una volta pagato l’intero canone (cioè, prima paghi e poi – se ne ricorrono le condizioni – ti sconto parte dei canoni, sotto forma di credito sulle imposte che mi dovrai pagare). Purtroppo la questione (come sempre) è un’altra: con cosa pago se non ho incassato? Quali imposte devo pagare se non ho incassato? Quali sconti avrò (e su cosa) se non ho incassato? Ai posteri l’ardua sentenza»!

Lodovico Zanetti e Marco Dori di Tutto a sinistra, La sottile linea rossa…