30 novembre 1768: Tredozio e i Comuni della Romagna Toscana primi al mondo ad abolire la pena di morte e la tortura

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30 novembre 1768, il Granduca di Toscana Pietro Leopoldo abolisce, per la prima volta nella storia mondiale, la pena di morte e la tortura nei territori del Granducato. Tredozio e i Comuni della Romagna Toscana, all’epoca territorio sotto il controllo toscano furono uno dei primi luoghi al mondo dove si rifiutava la morte come strumento punitivo ed è un onore oggi portare l’eredità di un popolo che, per primo, diede l’avvio a un percorso di umanità di cruciale importanza.

Una ricorrenza importante che abbiamo scelto di celebrare nel corso dell’ultimo Consiglio Comunale e che assume una valenza ancora maggiore se pensiamo che oggi in ancora 58 Stati del mondo la pena capitale è ancora praticata legalmente, nonostante non ne sia mai stato dimostrato il valore deterrente e non permetta la riabilitazione del condannato, così come la tortura viene ancora tristemente messa in atto in decine di Paesi. Nonostante si parli di “esecuzioni umanitarie”, con metodi che non inducono alla sofferenza il condannato, è evidente che, non esiste e mai potrà esistere un modo “umano” per privare una persona della propria vita.

Mi auguro che la strada intrapresa dal Granduca Pietro Leopoldo che consente oggi a Tredozio di festeggiare i 252 anni di liberazione da pratiche barbare e disumane come la pena di morte o la tortura possa presto raggiungere tutti quei luoghi dove le persone sono ancora vittime di omicidio di stato, di violenze fisiche e psicologiche istituzionalizzate. La vita va difesa e tutelata, sempre e comunque” così Simona Vietina, sindaco di Tredozio e parlamentare di Forza Italia.