Ugl: “Molte imprese non a norma, pronti a segnalare i casi a prefetture e Ausl”

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In questi mesi di emergenza sanitaria migliaia di lavoratori e lavoratrici si sono trovati in prima linea ad operare per il bene della comunità, non soltanto medici, infermieri, operatori sanitari e forze dell’ordine ma anche guardie giurate e operatori fiduciari che ogni giorno hanno svolto il loro lavoro, esponendosi al rischio di contagio da Covid19, senza alcun riconoscimento da parte delle istituzioni. A maggior ragione riteniamo inaccettabile il comportamento di alcuni istituti di vigilanza che anziché premiare i propri dipendenti per l’abnegazione al servizio dimostrata si esercitano in richieste e comportamenti che vanno al di là dei regolamenti, delle leggi e dei Dpcm contro il Coronavirus. E dunque comunichiamo che ogni ulteriore arbitrio sarà da noi segnalato alle autorità competenti” a dirlo è il segretario regionale della Ugl Sicurezza Civile (la categoria sindacale che si occupa delle guardie giurate, ndr) dell’Emilia-Romagna Filippo Lo Giudice.

Abbiamo raccolto segnalazioni nelle nove province della nostra regione che riportano i casi di lavoratori a cui sono stati fatti saltare i riposi, sono state imposte ore di straordinario, sono state modificate arbitrariamente le funzioni di servizio e le mansioni ordinarie e il tutto in una situazione non sempre a norma in merito alla sanificazione ed alle disposizioni sanitarie contro il Covid19. Invitiamo gli istituti di vigilanza inadempienti a rispettare alla lettera i protocolli pena la nostra segnalazione diretta delle irregolarità a: Questura, Prefettura, Ausl e Ispettorato del lavoro. Il tempo della interlocuzione sindacale è finito, visto che alle nostre continue lamentele, inoltrate anche in forma ufficiale e scritta, c’è chi ha ritenuto di non dover dare seguito”: avverte Filippo Lo Giudice.

Il nostro intervento odierno si rende necessario non soltanto a tutela della salute dei nostri iscritti in questa fase delicata di emergenza sanitaria, ma anche perché la misura dei lavoratori – che da 5 anni in assenza di rinnovo di contratto non si vedono adeguato lo stipendio al costo della vita – è colma e non permetteremo che chi non si trovi in regola con le norme nazionali possa continuare a prevaricare i propri dipendenti, ricordando che l’accertamento del mancato rispetto delle prassi e delle norme di legge comporterà per le imprese non in regola una sanzione penale oltre che una verifica della validità della licenza”: conclude Filippo Lo Giudice.