Annalisa-e-Giuseppe-TeleVolontari-Fanzinoteca

In seguito al Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 25 ottobre, la Fanzinoteca d’Italia 0.2 ripropone le attività del “Televolontariato”. Grazie alle tecnologie, Internet in primis e alle nuove piattaforme di videocomunicazione, il telelavoro rapportato al terzo settore muta in “Smart Volunteering”, cioè il “Televolontariato”. Come per la didattica a distanza e gli incontri virtuali, grazie a webcam e alle opportunità di comunicazioni evolute, durante il lockdown la Fanzinoteca aveva già sperimentato un progetto di televolontariato per mezzo della disponibilità dei volontari.

Oggi prosegue nella sua attività di solidarietà con i nuovi volontari, Annalisa Zignani e Giuseppe Allegrini in collegamento da Cesena, pronti ad aderire al “lavoro agile”, standosene comodamente a casa. Dall’ufficio domestico è possibile gestire le attività di volontariato, con il supporto dei componenti dello Staff nella sede fanzinotecaria, nell’ottica positiva auspicabile per gli obiettivi di volontariato e aspettative individuali, permettendo di proseguire il percorso dell’associazione. Il vaccino del volontariato sembra attenuare il morbo dell’ignoranza.

La Fanzinoteca, nel suo decimo anniversario, garantendo la connessione tra la sede di Forlì e Cesena, è in grado di proseguire con questo cambiamento evolutivo nel contesto dell’ambito lavorativo e ha preso seriamente in considerazione l’opportunità del telelavoro mutuato nel concetto di volontariato, dando corpo allo “Smart Volunteering”, il “TeleVolontariato”. Le nuove restrizioni in atto dal 25 ottobre non hanno scoraggiato i volontari, gli “Smart Volunteers”, a impegnarsi e dare il loro meglio, sfruttando la pervasività del progresso tecnologico e rispettando le norme vigenti.

Il TeleVolontariato ci dà la possibilità di dare il nostro contributo, evitando gli spostamenti non necessari – afferma Annalisa, la volontaria cesenate -. Grazie al TeleVolontariato, possiamo continuare a sostenere un’attività culturale importante come la Fanzinoteca d’Italia dal nostro divano” concorda Giuseppe, il volontario cesenate. La sensibilità umana rientra tra i canoni della buona gestione, e non deve stupire la preparazione del terzo settore al cambiamento disciplinato per legge.

CONDIVIDI
Articolo precedenteZattini: «Questo secondo lockdown è un colpo mortale per tutti»
Articolo successivoIl 76° Anniversario della Liberazione di Predappio
Esperto e attento ricercatore dei linguaggi giovanili, in particolare modo il linguaggio veicolato dalla produzione dell'editoria indipendente giovanile, con alle spalle studi di Tecnico Operatore Sociale è da oltre un decennio impegnato nella ricerca, studio e lavoro inerente alla produzione dell'editoria fanzinara nazionale. Filologo e storico delle fanzine italiane è autore di varie pubblicazioni e numerosi articoli, saggi, cronologie e bibliografie diffuse su periodici ufficiali ed amatoriali, riviste specializzate e webzine, un operato che testimonia il suo interesse per lo studio, la ricerca e la documentazione relativa all'universo, agli autori e alla produzione fanzinara. A questi prodotti amatoriali realizzati dal 1977 al 1997 ha dato alle stampe il primo, e finora unico, lavoro di catalogazione pubblicato in Italia. Coordinatore e organizzatore, nonché docente, di Workshop, Corsi, Seminari rivolti al mondo dell’editoria fanzinara italiana, svoltisi con successo in varie città, eventi che hanno sempre riscosso notevole interesse da parte dei partecipanti.