Presentazione del libro “Il Soffio di Luce” di Quinto Ravaglioli

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Venerdì 23 ottobre alle ore 20,30 al Santuario di San Pellegrino di Forlì in piazza Morgagni sarà presentato il volumetto dal titolo “Il Soffio di Luce” (edizioni Grafikamente 2020), opera di Quinto Ravaglioli, insegnante di materie umanistiche, dal 2019 in pensione.

All’evento interverranno, insieme all’autore, Laura Lama pedagogista e docente all’Istituto Saffi Alberti di Forlì, Gigi Mattarelli editore del libro e l’autrice della premessa Suor Maria Giovanna Cereti, clarissa, tramite la proiezione di un video. Ravaglioli ha già pubblicato con Grafikamente editore “Mare Calmo” (2018), una raccolta di raffinate poesie e “La Presenza dell’Angelo” (2019), una riflessione molto delicata e profonda sul significato di queste presenze per l’essere umano nel corso della propria vita. L’iniziativa si svolgerà nel rigoroso rispetto delle precauzioni sanitarie prescritte dalle autorità in merito all’emergenza Covid 19.

L’autore si interessa di letteratura italiana e straniera, con particolare riferimento allo studio della poesia: questa inclinazione gli ha permesso di sviluppare la conoscenza e l’utilizzo anche di alcuni strumenti musicali: Ravaglioli, inoltre, dipinge e fra le sue opere si annovera “L’angelo” che è collocato al Santuario di San Pellegrino e una giovane “Madonna” nella chiesa di San Paolo Apostolo. Ne emergono quindi i tratti di un artista a tutto tondo, sensibile a varie forme espressive, che tramite la poesia, la scrittura, la musica e la pittura offre uno sguardo di sé senza volere nascondere nulla, affrontando temi delicati come l’amore e anche la ricerca dell’Assoluto, che è alla base della suo ultimo libro, “Il Soffio di Luce” tramite riflessioni molto intense, espresse nella forma della poesia, che, nello stesso tempo, diventa preghiera.

Da quanto scrive ne “Il Soffio di Luce”, si desume quanto sia vitale per Ravaglioli l’incontro con il Divino, un incontro non sempre facile che deve fare i conti con i silenzi di Dio, ma che è continuo, senza sosta anche nei momenti di aridità, dove emergono chiari i concetti dell’abbandono, della fiducia, della fede, anche al di là di ciò che la mente umana può capire ed abbracciare.

Così commenta l’opera suor Maria Giovanna Cereti, autrice della premessa. “Quinto Ravaglioli porta in forma poetica la testimonianza discreta e lieve di alcuni passaggi della sua preghiera, “una terra santa” davanti a cui occorre togliersi i sandali. Il sottotitolo parla di ‘Incontro tra Umano e Divino’, ma mai di un umano generico: si tratta qui di “questo preciso volto umano”, di quest’uomo che con tutta evidenza non ha mai abbandonato la ricerca di Dio e l’invocazione che ne scaturisce: ‘Non nascondermi il tuo volto!’. E finalmente possiamo riconoscere che qui neppure il Divino è generico: troppe volte compare la parola Padre per lasciare dubbi sul fatto che l’interlocutore di quest’uomo è quel Dio di cui Gesù Cristo ci ha svelato il volto e che Lui stesso ha chiamato Padre”.