Liliana-Segre

Nella seduta di oggi il Consiglio comunale di Forlì ha votato all’unanimità il conferimento della cittadinanza onoraria alla senatrice Liliana Segre. Nel presentare la deliberazione, il sindaco Gian Luca Zattini ha sottolineato che il riconoscimento alla senatrice Segre: “donna libera e di pace, è un atto di grandissima importanza che consacra la volontà di abbracciare come concittadina una persona straordinaria, per valore umano, testimonianza, esperienze. Nella figura di Liliana Segre si sintetizzano tutti i valori fondanti della nostra Repubblica e il suo percorso, dopo la discesa nell’inferno della Shoah, è divenuto un inno alla vita”.

Partendo dalle riflessioni scaturite alcuni mesi fa in sede di approvazione della mozione da parte del Consiglio comunale e attraverso la condivisione del testo avvenuta negli ultimi passaggi amministrativi, la cittadinanza onoraria è conferita con la seguente motivazione: “Per la sua opera di memoria e testimonianza della Shoah e per il suo instancabile impegno civile volto all’educazione delle giovani generazioni ai valori della tolleranza, del rifiuto dell’indifferenza e di ogni forma di discriminazione e totalitarismo, Liliana Segre rappresenta un esempio e punto di riferimento per la comunità forlivese”. Un lunghissimo e corale applauso da parte degli assessori e dei consiglieri – sia in presenza, sia quelli in collegamento online – ha accompagnato il momento del voto da parte dell’Assemblea civica, sancendo un grande abbraccio simbolico di stima e affetto.

Non nasconde la soddisfazione Sara Biguzzi di Italia Viva che nel dicembre scorso ha chiesto all’Amministrazione comunale di conferire alla senatrice Liliana Segre la cittadinanza onoraria per il suo alto senso civico ed istituzionale. Lei aveva solo 13 anni quando è stata rinchiusa a Auschwitz ed è diventata un numero. Il suo racconto fa riflettere su quelli che sono i valori importanti: il contrasto dell’odio, della discriminazione e dell’intolleranza. Ideali che tutti noi dobbiamo condividere. Ringrazio il consigliere comunale Massimo Marchi, la maggioranza e l’opposizione per aver accolto la mia proposta. Assumere questa delibera significa essere una comunità consapevole che non dimentica e sa condividere dei valori, perché queste battaglie non hanno colore politico. Proprio ieri è mancato Germano Nicolini, “comandante Diavolo” protagonista della Resistenza. Anche lui ci ha insegnato come coltivare la democrazia, i valori dell’antifascismo e della Liberazione.
Vorrei porre l’attenzione anche su una realtà all’interno del nostro comune. Nel carcere di Forlì, gli ospiti del reparto femminile e maschile, con l’aiuto dei volontari, hanno proposto di dedicare la prima rosa sbocciata dai loro innesti, nel giardino interno, a Liliana Segre, a dimostrazione di come questi valori siano trasversali.
Come dice Liliana Segre: ”Questo è un semplicissimo messaggio da nonna che vorrei lasciare ai miei futuri nipoti ideali. Che siano in grado di fare la scelta. E con la loro responsabilità e la loro coscienza, essere sempre quella farfalla gialla che vola sopra ai fili spinati”. Ora tocca a noi giovani, conclude Biguzzi.

Un momento di riconoscimento di tutta comunità forlivese attorno alla Senatrice Segre per la sua opera di memoria e testimonianza della Shoah e per il suo instancabile impegno civile volto all’educazione delle giovani generazioni ai valori della tolleranza, del rifiuto dell’indifferenza e di ogni forma di discriminazione e totalitarismo, Liliana Segre rappresenta un esempio e punto di riferimento per la comunità forlivese” si legge in una nota del Gruppo consiliare del Partito Democratico di Forlì. “Abbiamo ricordato le numerose testimonianze che legano la nostra comunità – non soltanto quella prettamente forlivese – ai motivi per cui oggi abbiamo conferito la cittadinanza onoraria alla Senatrice Segre ed in cui si rinnovano gli alti valori democratici e repubblicani di questa terra, partendo dal sacrificio ed al rischio corso da tanti uomini e donne per la nostra libertà“.