Potere-al-Popolo

«Sicurezza, decoro, convivenza civile: sono i dogmi che risuonano nei regolamenti di Polizia Urbana di Forlì e di Cesena e nella bozza che già dal 2018 circolava sotto l’amministrazione Drei a Forlì. Le stesse parole per la stessa oppressione. Anche se il PD e le sue associazioni satelliti fanno finta di indignarsi, si stanno dimenticando volutamente di come la gestione delle città da parte delle amministrazioni, sia di centrodestra che di centrosinistra, negli ultimi anni si sia svolta proprio attraverso il controllo degli spazi e la punizione della povertà.

Queste politiche sono il riflesso di quelle portate avanti a livello di governo sia attraverso il ministero di Minniti che quello di Salvini. Le politiche di distruzione del Welfare e di mantenimento delle disuguaglianze sociali conviene a tutte le forze politiche che hanno il controllo reale del territorio e dell’economia, definendo cosa sia legale e cosa no, cosa vada represso e cosa no, in base ai rapporti di forza: sempre forti contro i deboli e deboli contro i forti. Indecorosa e degradante è la continua scelta di spostare il centro economico urbano nei centri commerciali, a ridosso dell’autostrada e degli snodi logistici, continuare a consumare suolo, continuare a fare finta che i salari siano degni, che non ci sia sfruttamento e utilizzo di lavoro irregolare e nero, che la crisi perenne non morda i soliti gruppi sociali.

Il sistema Partito – Impresa è ciò che ha contraddistinto il centrosinistra romagnolo negli anni ed è troppo comodo provare a dimenticarsi di questo. Non interessa agli eredi del PCI e della DC come vivano le classi popolari. La povertà per loro va piuttosto controllata, mascherata, perché se troppo in vista, ci farebbe cadere l’occhio sul fallimento di un sistema politico, economico e sociale basato sull’ingiustizia e la diseguaglianza. E quindi? Repressione, sanzioni, utilizzo del codice penale e dei dispositivi come il Daspo urbano e la sorveglianza speciale verso qualsiasi soggetto, soggettività e gruppo sociale che non è gradito al modello di città dominante. L’elemosina, il consumo in strada di cibi e bevande, l’utilizzo degli spazi pubblici per incontrarsi, esprimersi, diventano atti pericolosi, attraverso la lente del concetto di “decoro”.

Non si rilancia un’economia imponendo il consumo nelle poche attività commerciali rimaste in città che per sopravvivere scaricano sui prezzi le proprie difficoltà. Non si rilancia un’economia se si lasciano case vuote ed edifici abbandonati, se i prezzi degli affitti non sono bilanciati ai livelli salariali. Il turista degli AIRBNB non deve vedere le diseguaglianze nella carne viva? È questo il modello di città e di turismo che hanno in mente maggioranza e opposizione? Come può un Regolamento di Polizia parlare di “civile convivenza” senza che altre azioni Politiche affrontino e provino a superare i problemi reali?

Noi attacchiamo duramente non solo la maggioranza incarnata nella Lega Nord, ma attacchiamo il PD e tutta l’imbarazzante retorica che si porta dietro. Non ci interessano le lacrime di coccodrillo e il paternalismo con cui si affronta la povertà. Sappiamo da dove nasce e come continua a sopravvivere. Sappiamo chi trae vantaggio da questo stato di cose. Invitiamo tutte le realtà politiche e sociali presenti in città critiche verso questo modello di città, di organizzarsi in azioni di disobbedienza collettiva e riappropriazione degli spazi urbani. Ci volete ai margini, ci troverete dove non ci aspettate».

Potere al Popolo Cesena e Comprensorio