Morgagni: «Per il Comune Corbari è come il Duce». Zanetti: «Il festival dell’orrore»

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Corbari come il Duce. Iris Versari insieme a Claretta Petacci. Nell’ultimo anno e mezzo, purtroppo, la nuova maggioranza di governo di Forlì è salita spesso alla ribalta delle cronache per dichiarazioni dal sapore revisionista poi frettolosamente smentite di fronte alla reazione dei cittadini” attacca Federico Morgagni capogruppo di Forlì & Co.

L’ultima sbandata, in ordine di tempo – continua Morgagni – la leggiamo sulla locandina di presentazione del Festival “Caterina di Forlì-Accento di Libertà”. A prescindere dallo zibaldone di argomenti e accostamenti che contrassegna l’intera iniziativa, dalla immotivata forzatura con cui si è voluto legare la figura di Caterina Sforza al tema della libertà, un concetto che nell’accezione moderna compare solo secoli dopo e in ogni caso che si fa fatica ad associare ad una autocrate rinascimentale, dai parallelismi storicamente assurdi fra il Regime fascista, che per oltre venti anni cancellò dal nostro Paese le libertà civili e democratiche, e il brigatista Senzani, un criminale che ha operato per sovvertire lo Stato democratico senza tuttavia riuscire a scardinare la forza delle sue istituzioni e la resistenza civile dei cittadini, a prescindere da tutto questo, la cosa che non può essere in alcun modo sottaciuta e accettata è il paragone che accomuna Silvio Corbari e Iris Versari a Benito Mussolini e Claretta Petacci e che, appunto, si legge nella locandina promozionale dell’evento“.

Per gli smemorati del Comune – ribadisce l’esponente di Forlì & Co. – Silvio Corbari e Iris Versari combattevano per la libertà e, dopo essere stati trucidati, i loro corpi sono stati esposti nella nostra piazza per esplicita decisione dei vertici nazisti e fascisti allo scopo di terrorizzare la popolazione, in un mostruoso “rito di morte” e di abietto disprezzo per la dignità della persona umana che purtroppo avvenne in tante altre città d’Italia e d’Europa e che, negli stessi giorni dell’agosto ’44, vide l’esposizione a piazzale Loreto (lo stesso in cui poi sarà esposto Mussolini) dei cadaveri di 15 partigiani. Benito Mussolini, viceversa, è stato il feroce dittatore che ha tolto la libertà al nostro Paese, che ha ordinato torture, omicidi e violenze di ogni genere e il cui Governo porta la responsabilità delle Leggi Razziali e dell’entrata in guerra“.

L’esposizione del suo corpo, insieme a quello di Claretta Petacci, non fu il frutto della volontà del nuovo Stato democratico ma il prodotto dell’esplosione della furia popolare, che è comune nei momenti di caos storico e che del resto la ferocia del fascismo, il collaborazionismo, la violenza, le deportazioni, le rappresaglie contribuirono ad esacerbare. Questo paragone non è accettabile. Per inciso: Iris Versari non era “la compagna di Corbari”, ma una partigiana che ha scelto consapevolmente e coscientemente di mettere a rischio la sua giovane vita per consegnarci quella democrazia e libertà di cui dovremmo fare un uso migliore” conclude Federico Morgagni.

Credevo che il festival di Caterina fosse dedicato a Caterina Sforza. Scopro, purtroppo che è un festival dell’orrore e dell’errore. Perchè in poche righe, e un italiano stentato, dalla presentazione pubblicata sul sito del Comune emergono una serie di svarioni orripilanti e vergognosi paragoni. Intanto, mettere nello stesso calderone medioevo, terrorismo, resistenza e fascismo pare eccessivo. Come è sbagliato definire Forlì città del Duce, e parlare di terrorismo “rosso” seppure tra virgolette, perchè io ricordo Guido Rossa, operaio comunista ucciso come Ruffilli dalle BR, e so che il PCI fu di quel terrorismo il più acerrimo nemico” attacca anche Lodovico Zanetti vicepresidente Anpi provinciale di Forlì-Cesena.

Ma soprattutto è inaccettabile il paragone tra Corbari e Iris Versari (dimenticando Casadei e Spazzoli) appesi dai fascisti ai lampioni in piazza, con Mussolini e Claretta Petacci. Primo, perchè è assurdo e fuorviante paragonare il carnefice e le vittime, poi perchè l’autore del testo probabilmente ignora le ragioni di piazzale Loreto. Pochi mesi prima lì, erano stati esposti e lasciati al sole d’agosto i corpi di 14 partigiani fucilati, con Mussolini che commentò, profeticamente. questo sangue ricadrà su di noi. Ed è grave ignorare pure che mentre a Forlì i fascisti costrinsero i cittadini a vedere lo scempio, a Milano Pertini appena saputo intervenne per rimuovere i corpi, e Parri commentò con un “macelleria messicana”. Quanto all’amicizia di Nenni, vera, bisognerebbe ricordare, però, al netto della commozione personale, come titolò per suo volere l’Avanti la notizia della fucilazione di Mussolini “Giustizia è fatta”. Era difficile mettere insieme tante corbellerie storiche, ma a peggiorare il tutto contribuisce una serie di ripetizioni, cosa che evidenzia la necessità per l’estensore del testo di comprare al più presto un dizionario dei sinonimi e dei contrari. Insomma, una presentazione da 0 in storia, e da 2 in italiano. Consiglierei all’Amministrazione di leggere cosa pubblica, onde evitare figuracce da debito formativo. Mi dicono che il Comune, sul sito, abbia rieditato il testo. Spero sia vero. Come diceva il maestro Manzi, non è mai troppo tardi. Farlo prima, però è meglio” conclude Zanetti.