Incontro sul Megastore: i commenti politici

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All’incontro di ieri sera nel salone comunale erano presenti anche i consiglieri del Partito Democratico che commentano: “Doveroso partecipare: abbiamo ascoltato con interesse gli interventi dei relatori, dei cittadini, e dei lavoratori dell’Ex Auchan ora Crai, preoccupati degli effetti che la realizzazione di un nuovo Iper alimentare avrebbe in una zona ritenuta da tutti già satura.
Ridicolo che Zattini parli di attenzione al confronto quando la sua decisione di accettare l’invito a questa Assemblea pubblica è arrivata solo all’ultimo minuto, dopo mesi di vane richieste da parte dei cittadini componenti del Comitato del No e delle forze sociali. Curiosamente si tenta di recuperare proprio ora che si avvicina il momento del voto sulla delibera in Consiglio comunale! La verità è che nessuno era a conoscenza di questo progetto sino a quando Mezzacapo ha deciso di portarlo in Consiglio: non a caso la Giunta si è vista costretta a rinviarlo proprio a causa dei mal di pancia interni alla maggioranza che la sostiene, con i suoi stessi consiglieri non informati del progetto, nonché per lo scandalo provocato nell’opinione pubblica“.

Questa mattina tutti i consiglieri comunali hanno ricevuto il parere legale di Mastragostino che conferma le nostre osservazioni di maggio: si stanno cambiando le carte in tavola con modalità anomale e – a detta dell’avvocato Mastragostino – carenti sotto il profilo della legittimità. Senza dimenticare poi le dichiarazioni, apparse sulla stampa nazionale, dell’assessore Mezzacapo – registrato persino dai suoi fedelissimi in una riunione della Lega – secondo le quali “come è cambiata l’aria a Forlì, Esselunga si è riattivata”; e ancora, come riporta sempre il giornale: “Be’ […] ora c’è una giunta di centro destra vuoi che non mi fanno entrare? Questo è un mio pensiero, io in realtà non li ho mai incontrati”.

Le priorità della città sono sotto gli occhi di tutti e – pensando al Centro storico – dopo oltre un anno siamo ancora a commentare voci di corridoio e intenzioni mai formalizzate di Zattini e Cintorino; temi su cui avevamo già sollecitato l’Amministrazione ad aprire un dibattito pubblico fin dall’anno scorso con una proposta bocciata in Consiglio comunale; non si capisce cosa si stia aspettando e perché il Consiglio e i Consiglieri non siano affatto coinvolti per lavorare insieme su questi temi che riguardano gli interessi reali di Forlì”.
“Ci pare evidente – in definitiva – che la Città non ritenga minimamente prioritaria la variante urbanistica per il nuovo Iper proposta dall’Amministrazione Zattini e che, anzi, i cittadini – in particolare commercianti e lavoratori – la trovino dannosa e controproducente sia sotto il profilo economico sia ambientale in un quartiere già così congestionato dal traffico veicolare e inquinato da inceneritori e industrie. A questo punto, Zattini deve chiarire cosa intende fare, perché dall’incontro di ieri sera e dai movimenti all’interno della maggioranza appare solo tanta confusione nella destra locale“.



A margine dell’assemblea pubblica organizzata in Municipio a Forlì dal Comitato NO megastore in via Bertini, il consigliere comunale di Italia Viva Massimo Marchi, oltre a ringraziare il comitato e in seconda battuta il sindaco che ha favorito l’incontro, intende evidenziare alcune ragioni a sostegno del No ad un nuovo enorme spazio commerciale.
Il progetto del nuovo megastore di Coriano non è voluto dai cittadini, vede contrari i rappresentanti dei commercianti (Confesercenti e Confcommercio), non appare sostenibile sotto il profilo economico e – come si è dimostrato – anche ambientale. Di tutto ha bisogno il lacerato e sofferente tessuto commerciale cittadino, tranne che di una nuova grande superficie di vendita.

Questo cambio di regole va a discapito di chi ha già effettuato investimenti nella zona, senza considerare le necessarie modifiche urbanistiche che si renderebbero necessarie e il saldo occupazionale negativo che deriverebbe da una simile oparazione. Il punto non è essere contro Esselunga e a favore di Conad (una vera ossessione per l’Amministrazione comunale, vista la quantità di volte che è stata citata da sindaco, vice e interventi a loro sostegno). Siamo favorevoli all’arrivo di Esselunga; ma le aree di possibile insediamento non mancano. Non serve realizzarne di nuove. E peraltro non è Esselunga la titolare dell’area, ma un altro soggetto nei confronti del quale non ho nulla da eccepire. Semplicemente non condividiamo il senso dell’operazione. Sterile l’argomento che mette questa nuova ipotetica area in contrapposizione con quella che si sta realizzando al Ronco, che ha una differenza fondamentale: era già stata validata attraverso una procedura lineare, trasparente e in una programmazione chiara e visibile a tutti. Motivo per il quale i cittadini del Ronco non hanno reagito come i residenti in via Balzella. Il sindaco mostri la sua autonomia, che giustamente spesso rivendica, da una maggioranza che ha evidentemente altri obiettivi. Che sono tutti di carattere politico e di rivalsa verso aziende che vengono ricondotte – senza motivo – ad aree politiche avverse. Non si amministra così una città”.



Ho partecipato al confronto organizzato dal Comune nel salone del Consiglio Comunale che accolto la richiesta del comitato cittadino che sostiene la bocciatura della variante relativa al supermercato di Coriano” è il commento di Raffaele Acri di Forza Italia.
L’approccio e lo sviluppo dell’incontro messo in piedi dal comitato non è apparso adeguato al rispetto che la Giunta ed il Consiglio hanno invece offerto agli ospiti. La coordinatrice di quartiere che si era proposta qual garante della liceità e della moderazione dell’incontro ha assunto invece la veste di capopopolo, arringando la folla e ponendosi come difensore degli oppressi e vessati dalla Giunta, pronta a difendere i diritti dei gravati dal potere costituito, dimenticando di trovarsi di fronte ad un organismo che rappresenta e garantisce gli interessi legittimi di 125mila cittadini e non solo di un comitato di qualche centinaia (forse) di persone. La Giunta è un organo democraticamente eletto dai cittadini che si confronta con i loro rappresentanti nelle sedi istituzionali con le regole della democrazia e laddove a mio avviso decida di aprirsi al massimo confronto, quale garanzia di trasparenza questo deve essere accolto come un privilegio da impiegare in un quadro di costruttivo confronto, non come una resa dei conti. 

I rappresentanti democraticamente eletti meritano il rispetto dovuto alle responsabilità che si assumono nell’interesse generale, posto che siano sottoposti al giudizio degli Organi di controllo previsti. I cittadini è sacrosanto che apportino il loro contributo ma è compito dei tecnici e dei politici verificare se detti suggerimenti possano trovare aderenza nel contesto normativo. Gli stessi rappresentanti di categoria laddove legittimamente rappresentino le aspettative degli iscritti devono approcciare il confronto con i rappresentanti di Giunta nel rango e nel rispetto dei propri ruoli. Non è apparsa adeguata la definizione di Giancarlo Corzani, direttore di Confesercenti laddove ha apostrofato un imprenditore come l’ingegner Orioli «uno che ha già fatto 13 al totocalcio» scadendo in espressioni da bar dello sport, che sicuramente non sono un segno di maturità, degna di un rappresentante di categoria che deve garantire l’interpretazione del pensiero di tutti gli associati e non solo il proprio, oltre ad intessere le corrette relazioni con tutti gli operatori e funzioni del territorio per sostenere l’interesse degli esercenti. Una nota di sincero apprezzamento vada al vicesindaco Mezzacapo che preso di mira dalle illazioni diffamatorie di una signora presente, che ha assunto la responsabilità di trasparire un interesse di parte dell’assessore verso un potenziale acquirente, ha ricevuto una risposta invece istituzionale, rispettosa e molto matura dell’assessore, che ha mostrato una evidente crescita nel ruolo istituzionale che pone eccellenti speranze per un futuro ruolo per la città“. 



Eravamo intervenuti come gruppo consiliare per esprimere tutte le nostre perplessità sulle modalità con cui la Giunta di Forlì si era resa “disponibile” a un confronto coi cittadini del “Comitato contro il megastore di via Balzella”. Ci sembrava difficile credere che vi fosse una reale apertura dopo mesi di rifiuto del dialogo e avendo precisato, prima di accettare il confronto, di non avere comunque la minima intenzione di cambiare idea” spiega Federico Morgagni di Forlì & Co.

Ciò detto, però, era difficile prevedere quello che è successo ieri sera. Di solito, quando i cittadini pongono le proprie istanze, gli amministratori pubblici si recano là dove i problemi sono emersi per favorire la massima partecipazione dei residenti interessati, ma in questo caso, timorosi di rispondere ai forlivesi, sindaco e giunta hanno preteso che l’assemblea si svolgesse in Comune, nonostante la capienza limitata a causa delle normative anti-Covid.
Avendo poi voluto organizzare “in casa” l’assemblea, sarebbe stato logico aspettarsi che la Giunta ne garantisse il buon funzionamento, ma quando decine di cittadini si sono presentati, chiedendo di prendere parte ad una iniziativa che aveva ovviamente suscitato grande interesse, l’organizzazione è andata subito nel caos, col risultato di lunghissime attese e assembramenti sotto il Comune; infine parecchi cittadini sono stati costretti ad andarsene. In sala, frattanto, sindaco e vicesindaco sono intervenuti per quasi un’ora di comizio-fiume, interrotti solo dalle ovazioni del nutrito gruppo di supporters che si erano portati dietro per darsi coraggio”.

Forse queste prolisse orazioni sarebbero state sopportabili se si fosse data una minima risposta alle questioni sul terreno. Peccato che non sia avvenuto nulla di tutto ciò.
Gli amministratori, incapaci di giustificare i benefici per la città di questa discutibile speculazione commerciale, e senza risposte per le numerose confutazioni avanzate in questi mesi rispetto all’impatto dell’arrivo di Esselunga sul commercio locale e di prossimità, sull’occupazione del comparto, il traffico e l’inquinamento, hanno ripiegato su uno sterile mantra, ripetuto quasi all’ossessione: anche le Amministrazioni precedenti hanno autorizzato medie e grandi superfici commerciali di vendita. In altre parole: “siamo tutti colpevoli, quindi nessuno è colpevole”.

A parte la strumentalità di buttare nello stesso calderone vicende diverse accadute in periodi diversi (come se, ad esempio, la crisi economica in corso non imponesse nuove scelte e differenti riflessioni), non si capisce davvero chi dovrebbe essere soddisfatto da questo tipo di spiegazioni, salvo che qualche tifoso o pasdaran. I cittadini di Forlì vogliono decisioni che siano nell’interesse della città e per il bene comune, non uno sterile giochino politicista che evita il merito del confronto trincerandosi dietro la puerile giustificazione che “così han fatto tutti”.

In conclusione ieri sera è andata in scena l’ennesima prova che a questi amministratori non importa nulla del parere dei cittadini, né tanto meno del dialogo e del confronto.
Da parte nostra siamo pronti a continuare la battaglia contro una decisione che riteniamo sbagliata e dannosa, rilanciando la proposta che avevamo già presentato in Consiglio comunale (e che la maggioranza ha bocciato senza esitazioni) di una moratoria sull’autorizzazione di ogni nuova media o grande superfice commerciale di vendita, in attesa di più adeguati approfondimenti rispetto all’impatto di questo genere di attività sul tessuto sociale, economico, ambientale e occupazionale di Forlì“.