Come si lavora per prevenire gli abusi sui minori? Quali strumenti per aumentarne la consapevolezza? Come si struttura la formazione degli operatori? Venerdì 2 ottobre alle ore 18,00 il tema sarà affrontato nel seminario online “Educare e accogliere in ambienti sicuri. Per una Chiesa e una società dalla parte dei piccoli”. Intervengono Hans Zollner membro della Pontificia commissione tutela minori, considerato uno dei massimi esperti sul tema, Linda Ghisoni sottosegretaria del Dicastero dei Laici. Modera Emanuela Vinai, coordinatrice del Servizio nazionale tutela minori della Chiesa italiana.

L’incontro è promosso da Azione Cattolica, Centro Sportivo Italiano e Comunità Papa Giovanni XXIII nell’ambito del progetto SAFE. Un progetto, co-finanziato dall’Unione Europea, realizzato dalle organizzazioni religiose italiane affinché integrino la politica di tutela dei minori come primo strumento di prevenzione nei confronti di ogni forma di abuso, e nella fattispecie l’abuso sessuale. Un’azione che intende offrire agli associati di tali organizzazioni un percorso formativo che consenta loro di riconoscere, segnalare e prevenire un abuso nelle relazioni e negli ambienti di attività educativa e di accoglienza con minori di età e persone vulnerabili. L’evento sarà trasmesso sul canale YouTube della Papa Giovanni XXIII e sulle pagine Facebook delle tre associazioni.

L’adesione dell’Azione Cattolica al Progetto SAFE, dichiara Edoardo Russo – presidente diocesano, nasce da un convincimento: la necessità di offrire a educatori e formatori strumenti sempre più certi ed efficaci nel prevenire, individuare e segnalare ogni forma di abuso, fisico, emotivo o sessuale, nei confronti dei più piccoli. Per una realtà come l’Ac, che ha tra i suoi soci decine di migliaia di bambini e ragazzi, questo significa continuare, come adulti, ad essere accanto a loro e alle loro famiglie. Senza mai distogliere lo sguardo, dando quotidianamente concretezza ai percorsi di cura e di tutela della loro integrità fisica e psicologica. Anche nel nostro Paese, dobbiamo denunciare un deficit nell’applicazione dei diritti dei più piccoli. Un buco nero, un vuoto che troppe volte ingoia il futuro di tanti bambini e ragazzi. È dovere di tutti lavorare perché questo vuoto venga colmato, senza reticenze e con un di più di impegno e di speranza.