Benini: «Ora bisogna azzerare la nostra classe dirigente nazionale»

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Dico la mia da consigliere comunale di Forlì del Movimento 5 Stelle legato alle idee originarie di Gianroberto Casaleggio, che pochi mesi fa ho avuto l’onere, l’onore e l’impegno di correre come presidente di Regione contro tutto e tutti (anche di chi ha tentato di non far presentare la lista). Invece di pensare a fare alleanze ideologiche a livello locale per portare a casa una poltroncina e contare come il due di picche facendo la fine dei vari partitelli in pochi anni, pensiamo ad azzerare l’attuale classe dirigente nazionale che non può far finta di nulla e si deve prendere le responsabilità fino in fondo” è l’attacco di Simone Benini.

La gente non votava più Pd perché non ne poteva più di Renzi. Ora se ne sono liberati e va meglio. Lo stesso quando Bossi aveva fatto il suo tempo e così Fini nella destra. Qualcuno ha fatto il suo tempo anche nel M5S ed ha smarrito la strada. È al secondo mandato da parlamentare. Finiscano il loro buon lavoro da ministri o nelle loro cariche istituzionali e poi spazio a nuove leve. Quindi iniziamo a confermare una regola sacra che loro stessi firmarono nel 2007 al primo VDay, due mandati per parlamentari e consiglieri regionali e poi a casa” continua il pentastellato forlivese.

Lo spirito del primo V Day ricordate? E poi con volti giovani mettiamo al centro temi fondamentali: temi sociali, lotta al precariato, al liberismo selvaggio, tutela di lavoratori e piccole e micro imprese, temi ambientali e dei beni comuni. Subito una legge sull’acqua pubblica ad esempio – conclude Benini -. Da imporre al partner di governo nazionale nel rispetto del referendum del 2011“.