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Le aziende agricole biologiche nel 2019 sono aumentate, sia in termini annui sia nel medio periodo, nel territorio Romagna – Forlì-Cesena e Rimini. Nel dettaglio, l’incidenza del settore bio sul totale delle imprese agricole risulta superiore al dato regionale. In aumento anche le superfici destinate alle coltivazioni biologiche e le imprese dedite all’allevamento con il metodo biologico, queste ultime però solo nel medio periodo. Dati resi disponibili dal Servizio Agricoltura sostenibile della Regione Emilia-Romagna.

L’agricoltura biologica nel territorio Romagna Forlì-Cesena e Rimini

Il settore agricoltura del territorio Romagna – Forlì-Cesena e Rimini genera il 3,3% del valore aggiunto totale (dato Tagliacarne 2018), si compone di 8.900 imprese attive (il 12,6% del totale) e impiega 20mila addetti (dato Istat 2019). Tra le specializzazioni produttive trasversali al settore, nonostante le difficoltà di cui risente, merita particolare attenzione quella delle produzioni biologiche, sia per la rilevanza sia per i risultati. Sinteticamente, stiamo parlando di una tipologia di agricoltura nella quale “il metodo di produzione, che riguarda sia le procedure di coltivazione che quelle di allevamento degli animali, ammette il solo impiego di sostanze naturali, attraverso un utilizzo sostenibile delle risorse, ed esclude l’uso di sostanze di sintesi chimica (concimi, diserbanti, insetticidi) e di OGM (organismi geneticamente modificati)”; a livello normativo, la materia è oggi disciplinata dal Reg. (CE) n. 834/2007.

Al 31 dicembre 2019 nel territorio Romagna (Forlì-Cesena e Rimini) sono presenti 1.027 aziende agricole biologiche, considerando i Produttori agricoli, pari al 19,9% del totale regionale, con una crescita annua dell’1,8% e quinquennale del 44,9%. L’incidenza percentuale delle imprese biologiche sul totale delle imprese agricole è dell’11,5%, superiore a quella che si riscontra in Emilia-Romagna (9,3%), in progressivo aumento nel corso degli ultimi anni (7,3% nel 2014 e 11,1% nel 2018). La superficie agricola utilizzata (SAU) ammonta a 31.453 Ha (il 19,1% del totale regionale), in aumento del 7,7%, rispetto al 2018 e del 52,8%, rispetto al 2015 (2014 non disponibile a livello territoriale). Come per le imprese, anche qui sono positivi i risultati in termini di incidenza percentuale delle superfici biologiche: 25,0% sulla SAU complessiva, superiore a quella regionale (15,3%), anch’essa costantemente in aumento (16,4% nel 2015 e 23,2% nel 2018).

Le imprese agricole biologiche dedite anche all’allevamento di almeno una specie animale con il metodo biologico rappresentano il 21,4% dei produttori bio totali (220 unità su 1.027), con una variazione positiva riscontrabile unicamente nel medio periodo (+22,2% sul 2014), mentre si assiste ad un calo annuo (-3,5% rispetto al 2018).
Nel corso degli ultimi cinque anni si riduce la quota degli operatori della zootecnia biologica, sul totale dei produttori biologici territoriali (25,4% nel 2014 e 22,6% nel 2018).

La nostra agricoltura sta vivendo da anni, a causa di diversi fattori (climatici, strutturali, sanitari e congiunturali), annate produttive molto difficili, che si riflettono in maniera assai evidente sulla dinamica della Produzione Lorda Vendibile e, in modo particolare, su alcune produzioni (frutticoltura estiva, olivocoltura, cereali) – dichiara Alberto Zambianchi presidente della Camera di commercio della Romagna –. Innovazione, ricerca e qualità delle produzioni appaiono dunque per l’agricoltura, elementi imprescindibili, in considerazione del mutato contesto competitivo, nazionale e internazionale, e in considerazione dei cambiamenti della domanda. Presa in esame l’evoluzione dell’agricoltura biologica locale, troviamo incoraggianti riscontri sul fatto che l’innovazione continua e la ricerca, coniugate alla qualità produttiva e al rispetto per l’ambiente, forniscano risultati oltremodo apprezzabili e significativi. E tutto ciò, sia in termini di sviluppo sostenibile, sia, indirettamente, in termini di crescita economica. L’agricoltura biologica costituisce, pertanto, una tappa fondamentale per il raggiungimento dell’economia sostenibile, e, di conseguenza, dello sviluppo sostenibile. Proprio lo sviluppo sostenibile, articolato lungo le direttrici dell’innovazione e della sostenibilità sociale, economica e ambientale, rappresenta una vera e propria dimensione della competitività, e quindi della crescita, pienamente in linea con le progettualità della Camera della Romagna”.

L’agricoltura biologica in provincia di Forlì-Cesena

Al 31 dicembre 2019 in provincia di Forlì-Cesena sono presenti 775 aziende agricole biologiche, considerando i Produttori agricoli, pari al 15,0% del totale regionale (2° posizione, dopo Parma, per peso provinciale), con una crescita annua dell’1,4% e quinquennale del 43,0%. Superiore alla media regionale l’incidenza percentuale delle imprese biologiche, sul totale delle imprese agricole: 12,1% (Emilia-Romagna: 9,3%), in progressivo aumento nel corso degli ultimi anni (7,7% nel 2014 e 11,7% nel 2018).

La superficie agricola utilizzata (SAU) ammonta a 23.490 Ha (14,3% del totale Emilia-Romagna), in aumento dell’8,5%, rispetto al 2018, e del 60,5%, rispetto al 2015 (2014 non disponibile a livello provinciale). Come per le imprese, anche qui sono positivi i risultati in termini di incidenza percentuale delle superfici biologiche: 26,3% sulla SAU complessiva, di molto superiore a quella regionale (15,3%), anch’essa costantemente in aumento (16,4% nel 2015 e 24,2% nel 2018). Con riferimento alle principali tipologie colturali, il 64,3% della SAU biologica è adibita a superficie seminabile, il 12,8% al pascolo magro, l’11,5% a prati e pascoli e il 5,0% alla coltivazione di vite da vino.

Le imprese agricole biologiche dedite anche all’allevamento di almeno una specie animale con il metodo biologico rappresentano il 23,2% dei produttori bio totali (180 unità su 775), con una variazione positiva sia annua (+1,1% rispetto al 2018) sia di medio periodo (+34,3% sul 2014); nel corso degli ultimi cinque anni si riduce la quota degli operatori della zootecnia biologica, sul totale dei produttori biologici provinciali, anche se con un rallentamento nel 2019 (24,7% nel 2014 e 23,3% nel 2018). Considerando che un’impresa può avere più allevamenti bio, nello specifico troviamo la seguente situazione in ordine a quelli maggiormente diffusi in provincia: 128 allevamenti di bovini da carne, 42 di ovini, 24 di specie promiscue miste e 12 di caprini.