Cripta-Mussolini

Riceviamo e pubblichiamo la lettera che il presidente della Federazione delle Associazioni Italia-Israele, Giuseppe Crimaldi e il presidente Associazione Italia-Israele di Forlì, Alfredo Boschini hanno inviato al sindaco di Predappio Roberto Canali.

«Siamo venuti a conoscenza, da organi di stampa, che gli eredi della famiglia Mussolini avrebbero chiesto alla sua Amministrazione, tramite un legale, di farsi carico di un insieme di obblighi per la loro tomba di famiglia. Si tratterebbe di un aggiornamento della concessione perpetua in favore degli eredi della famiglia Mussolini, la qual cosa verrebbe a modificare lo status della cripta nel cimitero di San Cassiano. Tutto questo contrasta con la nostra storia. Non possiamo non ricordare i lutti e le sciagure che hanno determinato le leggi razziali, approvate durante il fascismo, che hanno colpito ingiustamente la nostra popolazione.

Né tanto meno vanno dimenticate le lotte democratiche di liberazione del Paese dalla dittatura, che hanno portato alla nascita della nostra attuale Costituzione. Siamo certi che quando fu data la possibilità alla famiglia Mussolini di costruire una cripta per avere un luogo dove riunire i propri defunti le ragioni fossero di umana pietà, e non di ricreare uno spazio pubblico per la celebrazione del fascismo. Come ben conosce, la Romagna ha contribuito con il sangue alla lotta di liberazione, anche con il supporto della Brigata Ebraica, medaglia d’oro al valor militare, e la nostra terra non merita che si possa, sotto qualsiasi forma giuridica, erigere un monumento perpetuo a chi ha causato tanti dolori e tragedie. Ci auguriamo che Lei, nel valutare le richieste che sarebbero pervenute dalla famiglia Mussolini, tenga conto altresì di queste nostre valutazioni».