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«Non interveniamo sui contenuti del Regolamento di Polizia Urbana, cosa che compete di più a partiti e sindacati, e ci limitiamo a definire alcune norme contenute nel provvedimento quantomeno disdicevoli. Ma ci spiace dover evidenziare che la maggioranza e la giunta forlivese hanno perso l’occasione, proprio mentre venivano criticate per la vicenda del festival di Caterina, assurta alle cronache nazionali, di dimostrare nei fatti un antifascismo e un rispetto per la nostra Carta non solo di facciata.

Erano stati presentati due emendamenti che introducevano, nel regolamento in votazione, il principio che la concessione degli spazi pubblici fosse legato al rispetto da parte dei richiedenti dei valori costituzionali e repubblicani di democrazia libertà eguaglianza e antifascismo, e, ancora, ai principi della convivenza e delle dignità umana. Emendamenti entrambi bocciati. Crediamo che questi valori dovrebbero essere appannaggio non di una parte politica, ma di chi si riconosce in quell’arco costituzionale che definì i partiti che nella Carta vollero vietare la ricostituzione del partito fascista e la sua apologia. Fu fatto con una legge a firma Scelba, che di tutto poteva essere detto , tranne che fosse vicino alle sinistre. Quell’articolo che non ci sarà ci allontana dall’Europa.

Stamane, sui giornali si legge dell’arresto di 26 poliziotti in Germania per apologia di nazismo (foto sugli smartphone di loro a braccio teso…). Mentre scopriamo che c’è un giudice a Berlino, ci piacerebbe ci fosse più antifascismo a Forlì». 

Gianfranco Miro Gori presidente Anpi provinciale FC e Lodovico Zanetti presidente sezione Anpi Forlì