Tengono le società di capitale nel triennio pre-covid

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Stabili le performance economiche delle società di capitale nel triennio 2017-2019 nel territorio Romagna (Forlì-Cesena e Rimini). Questo quanto emerge dalle elaborazioni dell’Ufficio Informazione Economica della Camera di commercio della Romagna su dati Infocamere, relativi ad un insieme di bilanci delle società di capitale delle province di Forlì-Cesena e di Rimini.
Le performance delle società di capitale risultano di particolare interesse per definire tendenze territoriali e settoriali, in considerazione del fatto che tali imprese costituiscono una parte strutturata e rilevante del sistema produttivo locale. Sebbene non rappresentino i risultati dell’intero territorio, i dati rilevati consentono analisi particolarmente significative.
Le elaborazioni sono state determinate su di un campione di bilanci compresenti delle società di capitale nel triennio 2017-2019, con un valore della produzione maggiore di 100 mila euro.

L’analisi delle performance delle nostre imprese nella ‘fase pre crisi’ è particolarmente importante, perché ci consente di capire in quale situazione le imprese si sono trovate ad affrontare l’imprevisto ‘stress test2 determinato dall’emergenza sanitaria.
Al centro dell’attività di analisi della Camera di commercio – dichiara il presidente Alberto Zambianchi (nella foto) – c’è infatti sempre l’impresa, monitorata in tutte le sue dinamiche ed i suoi aspetti. Gli ultimi dati disponibili ampliano dunque il quadro conoscitivo a supporto degli attori del territorio. Un quadro che testimonia il forte impegno dei nostri imprenditori, nonostante le incertezze dello scenario generale e le difficoltà dovute alla scarsa redditività che negli ultimi anni ha connotato diffusamente il “fare impresa”. Al loro fianco, la Camera di commercio della Romagna – anche in collaborazione con tutto il Sistema Istituzionale – opera per ampliare la cultura d’impresa, migliorare le infrastrutture e promuovere l’innovazione, la digitalizzazione e l’internazionalizzazione. In particolare, poi, la Camera agisce per sostenere le imprese nelle situazioni di difficoltà e per accompagnarle nelle attività mirate a sviluppare la loro competitività e l’attrattività del territorio”.

Con riferimento all’aggregato Romagna (Forlì-Cesena e Rimini), le elaborazioni sono riferite allo stesso insieme di bilanci nel triennio 2017-2019 (1.663 in ogni anno; non sono considerate le società quotate, IAS e non obbligate XBRL) per un valore della produzione aggregato pari a 11,5 miliardi di euro. Le imprese con oltre 50 milioni di euro di fatturato costituiscono l’1,7% del totale del campione, mentre le micro imprese (valore produzione minore di 2 milioni di euro) sono la maggioranza (il 71,6%).
Nel triennio in esame il valore della produzione (in termini nominali, vale a dire al lordo dell’inflazione N.d.R.) è aumentato del 9,9%, analoga la dinamica del valore aggiunto (+12,6%); l’EBIT (assimilabile al reddito operativo, pertanto un margine economico al lordo di oneri finanziari e imposte, N.d.R.) è cresciuto dell’11,4%, l’utile netto del 29,8%. Sul fronte patrimoniale, il capitale netto è aumentato dell’11,9%. La marginalità sulle vendite (qui approssimata al rapporto tra EBIT e valore della produzione) è pari al 3,7% (stabile nel triennio), mentre la redditività dei mezzi propri (ROE) si attesta al 7,5% (trend crescente nel triennio di un punto percentuale).

Con riferimento alla provincia di Forlì-Cesena, le elaborazioni sono riferite allo stesso insieme di bilanci nel triennio 2017-2019 (957 in ogni anno; non sono considerate le società quotate, IAS e non obbligate XBRL) per un valore della produzione aggregato pari a 8,9 miliardi di euro. Le imprese con oltre 50 milioni di euro di valore della produzione costituiscono il 2,1% del totale del campione indagato, mentre le micro imprese (valore produzione minore di 2 milioni di euro) sono la maggioranza (il 68,7%).
Nel triennio in esame il valore della produzione (in termini nominali, vale a dire al lordo dell’inflazione N.d.R.) è aumentato del 7,0%, mentre il valore aggiunto e l’EBIT (assimilabile al reddito operativo, pertanto un margine economico al lordo di oneri finanziari e imposte, N.d.R.) sono cresciuti entrambi dell’11,4%; l’utile netto è aumentato del 23,0% nel triennio in esame. Sul fronte patrimoniale, il capitale netto è cresciuto del 12,2%.

Osservando i principali indicatori caratteristici sul totale delle società tra il 2017 e il 2019 si rileva una stabilità della redditività operativa (ROI pari al 4,2% nel 2019) e delle sue determinanti (marginalità delle vendite e rotazione del capitale investito); una diminuzione della redditività netta (ROE pari al 6,5% nel 2019), dovuta sostanzialmente all’effetto decrementativo della gestione extra operativa (finanziaria e straordinaria); migliora leggermente la composizione della struttura finanziaria (i mezzi propri sono mediamente il 43% del totale del capitale investito).

A livello settoriale si notano differenze strutturali in termini di performance economico-finanziaria, tipiche delle attività economiche del territorio: ad esempio, le società di capitale operanti nel comparto del turismo si caratterizzano per una marginalità operativa (ROI) e una marginalità sulle vendite (ROS) negativa nel corso del 2019; nel commercio il turnover del capitale è il doppio di quello medio provinciale; la struttura finanziaria appare prevalentemente sbilanciata sul capitale di terzi nel comparto dei trasporti, nel turismo e nelle costruzioni; i servizi (alle imprese e finanziari), infine, si contraddistinguono per un’elevata incidenza del valore aggiunto, marginalità delle vendite (ROS) superiore al dato medio provinciale e una buona patrimonializzazione (dove più della metà del capitale investito è patrimonio netto).