Scandalo bonus 600 euro. Ragni: «Contributo preso anche da politici dell’Emilia-Romagna. Fuori i nomi”

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Chiedo che i 5 deputati e gli oltre 2mila amministratori locali, compresi governatori regionali e sindaci, che hanno avuto accesso al bonus Inps per lavoratori autonomi e Partite Iva rimasti senza reddito nella fase del lockdown, facciano outing e restituiscano i soldi percepiti. Parliamo di un contributo Inps di 600 euro poi elevato a mille erogato a: parlamentari che ogni mese percepiscono 12mila e 500 euro netti, o a sindaci che nelle città oltre i 100mila abitanti hanno uno stipendio di 5mila euro lordi o presidenti di Regione con indennità da 10 mila fino a 14 mila euro lordi al mese. Si faccia il possibile per conoscere questi nomi e consentire ai cittadini una valutazione nel merito di questo comportamento”: a lanciare la richiesta è Fabrizio Ragni, vicecoordinatore provinciale di Forlì-Cesena di Fratelli d’Italia.

Per adesso l’Inps, che pure attraverso il proprio ufficio che si occupa di individuare le frodi ha scoperto lo scandalo, non fa i nomi di questi politici adducendo motivazioni di privacy.
A mio parere politici e amministratori che svolgono funzioni pubbliche non possono preservare informazioni rilevanti come quelle del proprio reddito e dello stato patrimoniale”: aggiunge Fabrizio Ragni. “È importante sapere se anche nella nostra regione e nella nostra provincia, vi sia stato qualche politico che abbia percepito il bonus. Parliamo di un contributo che doveva essere destinato esclusivamente a lavoratori autonomi e Partite Iva, le categorie che più hanno sofferto del blocco delle attività nella fase più acuta dell’emergenza sanitaria da Coronavirus”: insiste il vicecoordinatore provinciale di Forlì-Cesena di Fratelli d’Italia che aggiunge di condividere ‘in toto’ il giudizio morale di Giorgia Meloni.

Si è trattato di un caso di grande squallore politico. Ma soprattutto è venuta alla luce un’azione poco avveduta da parte del governo che per l’erogazione del bonus non ha previsto alcun tetto di fatturato e di reddito consentendo così anche a manager di società che fatturano milioni o personalità politiche di alto livello con stipendi mensili da migliaia di euro di arraffare anche le briciole, quei 600 euro che non hanno certo risolto i problemi di chi ne aveva veramente bisogno”: dichiara il vicecoordinatore provinciale di Forlì-Cesena di Fratelli d’Italia.

È una brutta storia e pretendiamo la massima chiarezza. E dalle prime indiscrezioni, dalle voci di corridoio che dilagano in queste ore negli ambienti politici, pare che anche qualche eletto in Emilia-Romagna abbia attinto a quei contributi. Abbiano il coraggio di farsi avanti e restituiscano i soldi, poi per dignità dovrebbero anche dimettersi”: conclude Fabrizio Ragni.