Canale-di-via-Firenze

La consigliera comunale del PD Elisa Massa, ha richiamato l’attenzione dell’Amministrazione comunale e di una serie di altri enti coinvolti, tra cui Asl, Anas, Arpa, Alea e Soprintendenza Archeologia Belle arti e paesaggio sull’annoso problema del canale di via Firenze di Forlì.

È una situazione indecorosa e pericolosa quella del “Canale di via Firenze”, che costeggia la S.S.67 dal quartiere Romiti fino al quartiere Rovere, lato sinistro in direzione Firenze, la cui acqua viene utilizzata per uso idroelettrico. Tale canale, gestito attualmente da una società privata di Cesena, si trova a ridosso di una strada statale ad alta percorribilità e a causa della manutenzione, pressoché insufficiente, è divenuta ricettacolo di animali infestanti e roditori, in particolare nutrie, che come noto distruggono gli argini scavando le tane ed essendo erbivori, arrecano danni alle coltivazioni. Possono diffonde inoltre, come i topi, altrettanto presenti, la leptospirosi, malattia pericolosa anche per gli uomini” è il commento della consigliera Dem.

Il livello dell’acqua risulta sempre molto alto rispetto alle banchine delle proprietà private e il suo deflusso è quasi del tutto statico. Tale situazione rischia di rivelarsi potenzialmente pericolosa in quanto un possibile sbandamento di vetture e ciclomotori potrebbe portare conseguenze letali, come purtroppo avvenne qualche anno fa. In diversi punti del canale, manca la tutela stradale del guardrail. Inoltre, lo sfalcio dell’erba che viene compiuto annualmente si rivela del tutto insufficiente e dannoso poiché incrementa la putrefazione delle sterpaglie e l’aumento degli animali infestanti. Da anni sono numerose le segnalazioni, da parte di cittadini e dei comitati di quartiere interessati, che lamentano la situazione di annosa e incivile condizione nella quale si trovano loro malgrado a convivere. Le loro legittime proteste non hanno mai trovato, fino ad ora, una risposta adeguata e risolutiva” prosegue Elisa Massa.

Inoltre – ricorda la consigliera Massa – il 12 febbraio 2019 veniva approvato all’unanimità del consiglio comunale un ordine del giorno, che impegnava il sindaco e la giunta ad intraprendere azioni immediate e conseguenti per garantire salute e sicurezza su una struttura importante per l’intero quartiere e la città, anche tramite le commissioni consiliari e attraverso azioni verso il privato proprietario, nonché verso l’Ausl, l’Arpae, l’Anas e la stessa Sovrintendenza, che a tutt’oggi non ha avuto alcun proseguo. Per tutti questi motivi ho chiesto agli enti in indirizzo, per quanto di loro competenza, di concertare azioni, affinché, ciascuno nei propri ruoli, possa intervenire al più presto e urgentemente“.

La consigliera ha anche avanzato alcune proposte operative da adottare. “Un piano di bonifica e dragatura dell’intero canale da parte della ditta proprietaria, da sottoporre al DSP dell’Asl e di Arpae sezione di Forlì tale da assicurare periodicamente un monitoraggio della situazione e garantire il mantenimento dello stato di bonifica nel tempo oltre ad una attenta e costante verifica di un’idonea regimazione idrica superficiale e della funzionalità della chiusa; un monitoraggio qualitativo e quantitativo della fauna macrobentonica, in grado di metabolizzare la sostanza organica alloctona (come foglie, scarichi fognari, ecc.) e di topi e nutrie e dei parametri chimico-fisici dell’acqua; eventuale ordinanza comunale che rilevi la pericolosità di tale canale, in fregio ad una strada statale ad alta percorrenza, attraverso la predisposizione di cartelli di segnaletica orizzontale e un adeguata revisione di tutto il sistema lineare di protezione (guardrail); un controllo più assiduo da parte delle forze dell’ordine e dei controllori di Alea in merito al lancio di rifiuti presso lo stesso canale che genera la presenza di numerosi animali pericolosi per la salute pubblica, con eventuale installazione di foto trappole e segnaletica verticale ai sensi di legge per coloro che gettano o abbandonano rifiuti; un’assunzione di responsabilità da parte dell’azienda in indirizzo, proprietaria del canale, al fine di non incorrere in responsabilità civili e penali dovute alla gestione di questo manufatto; una valutazione da parte della Sovrintendenza a cui il manufatto è sottoposto per la necessaria e doverosa manutenzione e conservazione, entro gli obblighi di legge” conclude Massa.