I labari fascisti rubati

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Nella tarda primavera sono stati rubati dall’Archivio Centrale dello Stato di Roma 970 labari dei fasci di combattimento risalenti alla Marcia su Roma. Facevano parte del prezioso fondo della mostra sulla Rivoluzione fascista organizzata nel decennale del 1932: uno dei più importanti per studiare il fascismo delle origini. Che esista un florido collezionismo di cimeli del Ventennio, si sa da tempo: d’altra parte, il periodico riemergere dell’annosa questione del Museo del fascismo, da Predappio a Roma, ne conferma la persistente vitalità.

Da responsabile di museo, mi permetto tuttavia di osservare che solo un luogo pubblico destinato alla conservazione degli oggetti al di là delle generazioni permette alle cose di sopravvivere davvero. Le collezioni private promosse da affezionati appassionati non hanno futuro: sono destinate a finire prima di quanto si possa pensare. Per questo, non a caso, i materiali della mostra del ’32 finirono in un archivio di stato.

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Roberto Balzani, nato a Forlì il 21 agosto 1961, è uno storico, saggista e politico italiano. È professore ordinario di storia contemporanea alla Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali, Università degli Studi di Bologna. È stato sindaco di Forlì, dal 2009 al 2014 è professore ordinario di Storia contemporanea alla Facoltà di Conservazione dei beni culturali dell'Università di Bologna (sede di Ravenna), della quale è stato preside fra il 2008 e il 2009. Ricercatore in Storia contemporanea alla Facoltà di Scienze Politiche “Cesare Alfieri” di Firenze dal 1992, è divenuto poi professore associato alla Facoltà di Conservazione dei beni culturali dell’Università di Bologna e quindi professore ordinario. Fra i suoi interessi più recenti, la storia del regionalismo e del patrimonio culturale, cui ha dedicato diversi saggi, collaborando alle iniziative promosse alla Scuola Normale Superiore di Pisa da Salvatore Settis. Fra il 1992 e il 1996 ha fatto parte del consiglio d’amministrazione della Fondazione “Spadolini – Nuova Antologia” di Firenze. E’ stato a lungo componente del consiglio direttivo della Società di Studi Romagnoli, dell’Istituzione Biblioteca Malatestiana di Cesena e dell’Ibc Emilia-Romagna. Fra le principali pubblicazioni da menzionare la ricostruzione del regionalismo culturale romagnolo fra ‘800 e ‘900 (La Romagna, Bologna, 2001, ristampata con un nuovo capitolo nel 2012); inoltre, la sintesi Storia del mondo contemporaneo, Milano, 2003 (con Alberto De Bernardi), la ricerca di storia dei beni culturali Per le antichità e le belle arti. La legge n. 364 del 20 giugno 1909 e l’Italia giolittiana (Bologna, 2003) e la cura dei Discorsi parlamentari di Carducci (Bologna, 2004). Con Angelo Varni è curatore de La Romagna nel Risorgimento (Roma-Bari, 2012). Alla sua esperienza di amministratore è dedicato il pamphlet: "Cinque anni di solitudine. Memorie inutili di un sindaco" (Bologna, 2012). E’ autore di diversi manuali di storia per le Scuole medie e i Licei.