piazza saffi con le auto foto di Donato Zilio

Mentre in tutto il mondo si allontanano le auto dai centri storici, e si favoriscono le alternative più sostenibili, a Forlì ancora una volta si torna alle idee di mobilità del secolo scorso, e si chiede di poter percorrere con le autovetture anche gli ultimi 150 metri rimasti liberi. Quello che chiede Ascom non è certo una novità, ma ogni volta ci stupisce: come è possibile non notare che l’allargamento delle aree pedonali favorisce il commercio e le attività dei centri storici praticamente ovunque?” si domanda Europa Verde di Forlì-Cesena.

La crisi del centro storico di Forlì – continua la nota – non dipende certo dalla mancanza di auto, e la distanza necessaria per arrivare dal parcheggio di via X Settembre al punto più lontano di Piazza Saffi è di meno di 200 metri. La soluzione di far circolare le auto per tutto il centro non ha pagato, perché non provare con una sperimentazione a fare il contrario? La Giunta comunale un anno fa promise di affrontare l’emergenza climatica, ma non ha fatto un solo passo nella direzione giusta. Non ha nemmeno previsto, come avevamo proposto nei mesi scorsi, di approntare un piano strutturale per la mobilità ciclabile, allargando ed ampliando la rete delle piste dedicate alle due ruote”.

Non si può pensare di migliorare la mobilità senza riequilibrare gli spazi tra auto e gli altri mezzi, e non si può pensare di vedere un incremento degli utenti che usano le due ruote o gli autobus finché le macchine private non hanno limitazioni e possono parcheggiare sotto Aurelio Saffi. Non serve tanta fantasia e non serve rileggere le proposte del dopoguerra, basta copiare le migliori pratiche da chi ha un centro storico più vivo del nostro” conclude Europa Verde.

Il Tavolo delle Associazioni Ambientaliste di Forlì (TAAF), di fronte all’ennesima esternazione del responsabile di Confcommercio Forlì, favorevole all’apertura al transito e parcheggio delle auto in piazza Saffi e vie attigue, ribadisce la propria assoluta contrarietà a tale assurda ipotesi. Le normative antinquinamento europee, nazionali e regionali sono chiare ed inequivocabili: occorre ridurre drasticamente tutti i gas climalteranti, attuando coerentemente tutte le azioni atte alla lotta contro i cambiamenti climatici” attacca Alberto Conti coordinatore TAAF.

Tanto più che l’apertura alle auto non aiuta i commercianti perché i cittadini non frequentano posti con traffico e smog. Inoltre l’inquinamento favorisce il diffondersi ed il permanere di forme virali (tipo covid) che aggravano ulteriormente la situazione sanitaria. Ma al responsabile di Concommercio interessa il covid solo per i danni economici che provoca. Preoccupazione di tutti, evidentemente, ma che il costruendo Patto per il Clima della Regione Emilia Romagna confermerà dover essere compatibile con l’ambiente e la salute, in un quadro di effettiva mobilità sostenibile. Tale non sarebbe se venisse accolta la provocatoria, in senso negativo, richiesta del responsabile di Confcommercio. Se ci fosse, per assurdo, l’accoglimento di tale istanza, il TAAF non esiterebbe un minuto ad impugnarla in tutte le sedi giudiziarie possibili” conclude il coordinatore TAAF Alberto Conti.