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Poiché leggo oggi sui media che riportano informazioni espresse da alcuni signori di Forlì, che il fallimento di Seaf sarebbe costato milioni di euro pubblici, mi corre l’obbligo di ricordare alcuni dati di fatto. La Seaf ha perduto milioni di euro l’anno, ripianati da Comune e Regione in primo luogo. Il Ministro Tremonti, nel 2010 (se non erro), stabilì, a mio avviso giustamente, che le società pubbliche da tre anni in perdita dovessero essere chiuse. Ciò portò alla chiusura di Seaf, visto che nessuno era interessato a rilevarla, dati i debiti necessari per sostenerla.

Il Comune avrebbe volentieri proceduto alla liquidazione della Società, ma la Corte dei conti non lo ha consentito. Si arrivò così al fallimento che, come tutti sanno, non ha comportato l’esborso di denaro pubblico. Contestualmente, si aprì con Enac la strada per la privatizzazione della gestione che, dopo un tentativo finito male, è finalmente approdata a un risultato positivo.

Personalmente ne sono lieto, perché non ho mai creduto nella gestione pubblica dell’aeroporto, ritenendo che esiga capacità e saperi disponibili solo in ambito privato. La gestione pubblica del Ridolfi è stata in piedi solo finché a pagare era Pantalone. E non era giusto. Ci vuole un po’ di serietà nell’amministrare i soldi di tutti.

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Roberto Balzani, nato a Forlì il 21 agosto 1961, è uno storico, saggista e politico italiano. È professore ordinario di storia contemporanea alla Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali, Università degli Studi di Bologna. È stato sindaco di Forlì, dal 2009 al 2014 è professore ordinario di Storia contemporanea alla Facoltà di Conservazione dei beni culturali dell'Università di Bologna (sede di Ravenna), della quale è stato preside fra il 2008 e il 2009. Ricercatore in Storia contemporanea alla Facoltà di Scienze Politiche “Cesare Alfieri” di Firenze dal 1992, è divenuto poi professore associato alla Facoltà di Conservazione dei beni culturali dell’Università di Bologna e quindi professore ordinario. Fra i suoi interessi più recenti, la storia del regionalismo e del patrimonio culturale, cui ha dedicato diversi saggi, collaborando alle iniziative promosse alla Scuola Normale Superiore di Pisa da Salvatore Settis. Fra il 1992 e il 1996 ha fatto parte del consiglio d’amministrazione della Fondazione “Spadolini – Nuova Antologia” di Firenze. E’ stato a lungo componente del consiglio direttivo della Società di Studi Romagnoli, dell’Istituzione Biblioteca Malatestiana di Cesena e dell’Ibc Emilia-Romagna. Fra le principali pubblicazioni da menzionare la ricostruzione del regionalismo culturale romagnolo fra ‘800 e ‘900 (La Romagna, Bologna, 2001, ristampata con un nuovo capitolo nel 2012); inoltre, la sintesi Storia del mondo contemporaneo, Milano, 2003 (con Alberto De Bernardi), la ricerca di storia dei beni culturali Per le antichità e le belle arti. La legge n. 364 del 20 giugno 1909 e l’Italia giolittiana (Bologna, 2003) e la cura dei Discorsi parlamentari di Carducci (Bologna, 2004). Con Angelo Varni è curatore de La Romagna nel Risorgimento (Roma-Bari, 2012). Alla sua esperienza di amministratore è dedicato il pamphlet: "Cinque anni di solitudine. Memorie inutili di un sindaco" (Bologna, 2012). E’ autore di diversi manuali di storia per le Scuole medie e i Licei.