Acri: «Per il nuovo regolamento dei quartieri serve senso di responsabilità da parte di tutti»

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Ho letto sui media gli interventi pubblicati dall’assessore Cintorino e da due rappresentanti dei comitati dei quartieri in merito alla modifica del regolamento. Ritengo che le persone che si propongono come rappresentanti a qualsiasi livello, alla luce di un sistema che ha mostrato tutta la sua inefficienza ed inefficacia debbano assumere la responsabilità di avanzare delle proposte di modifica. Immaginare di poter stilare una proposta di modifica del regolamento durante una riunione plebiscitaria con tutti i quartieri appare una impresa improba se non utopistica” è la proposta di Raffaele Acri di Forza Italia.

Piuttosto, nella misura in cui – continua l’esponente azzurro – qualsiasi riforma parte dall’assunto delle linee di principio, sarebbe opportuno in questa fase che i rappresentanti dei quartieri si confrontassero tra loro per concordare, eventualmente con voto a maggioranza, in ordine alle basi sulle quali lavorare per la riforma, scegliendo se un accorpamento assolutamente necessario dei quartieri, debba scegliersi in riferimento al numero dei residenti, per la rappresentatività, per ubicazione o per comuni denominatori. Differenziando magari se necessario la periferia della città dal centro“.

Un atteggiamento che al momento appare attendista e che si appresterebbe solo a giudicare la scelta che la Giunta potrebbe adottare, non eleva la maturità e lo spessore che si vuole sia rispettato dalle istituzioni ed apprezzato dai residenti rappresentati. Lo status quo non è funzionale né sostenibile e d’altra parte laddove ci sia la volontà di continuare a rappresentare la cittadinanza in misura per quanto possibile scevra dai partiti politici, non si può pensare che le risorse del comune possano sostenere la fase importante della ripartenza economica e sociale post covid ed insieme sobbarcarsi dell’onere di una organizzazione dei quartieri che non ha uguali neanche nelle grandi metropoli europee. Mi auguro quindi che il senso di responsabilità e del comune interesse possa generare una sostenibile proposta di lavoro” conclude Raffaele Acri.