Morrone e Ragni ricordano Paolo Borsellino

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Due grandi italiani, due grandi magistrati simbolo della lotta alla mafia. Mi riferisco a Giovanni Falcone e a Paolo Borsellino, uccisi nel 1992 a soli 57 giorni di distanza l’uno dall’altro, in due devastanti attentati. Oggi ricordiamo con commozione la strage di via d’Amelio, a Palermo, dove il 19 luglio 1992, ventotto anni fa, morirono Borsellino e cinque agenti della sua scorta. Il 23 maggio 1992, nella strage di Capaci, erano stati uccisi Falcone, la moglie e tre agenti della scorta. Una tragica sequenza che ha visto uniti due integerrimi servitori dello Stato la cui memoria dovrebbe accompagnare ogni decisione della politica e della giustizia nell’affrontare questioni che riguardano la criminalità organizzata di stampo mafioso a cui, per nessuna ragione, devono essere fatti sconti. Tra le tante riflessioni attribuite al magistrato antimafia Borsellino, mi piace qui ricordarne una che mi ha sempre molto colpito: ‘forse saranno mafiosi quelli che materialmente mi uccideranno, ma quelli che avranno voluto la mia morte saranno altri” così in una nota il parlamentare della Lega Jacopo Morrone.

In occasione del 28° anniversario della strage di via D’Amelio, a Palermo, in cui persero la vita il magistrato Paolo Borsellino ed i cinque agenti di scorta, il vicecoordinatore provinciale di Fratelli d’Italia di Forlì-Cesena, Fabrizio Ragni, domenica mattina ha reso omaggio alle vittime dell’attentato deponendo un mazzo di fiori alla base del cartello di piazza Falcone e Paolo Borsellino. Ragni ha ricordato ai presenti la figura del magistrato italiano che, onorando la sua Patria e gli ideali di libertà e di giustizia, condusse la sua battaglia contro la Mafia fino all’estremo sacrificio.
Il vicecoordinatore provinciale di Fratelli d’Italia di Forlì-Cesena ha affermato di fronte ai presenti che: “onorare la memoria dei nostri eroi è un atto dovuto, un riconoscimento nei confronti delle vittime della criminalità e di tutti gli italiani onesti che, nell’esempio di magistrati come Borsellino e Falcone, continuano ogni giorno una dura battaglia per liberare l’Italia dalla presenza mafiosa”.
Infine Fabrizio Ragni ha lanciato la proposta di dedicare a Paolo Borsellino l’intestazione di una sala, una piazza o un monumento in centro storico a Forlì come ulteriore, degno, tributo alla sua memoria, che per adesso rivive in città soltanto in un toponimo stradale (la piazza Falcone e Borsellino, appunto, ndr) e in uno dei due alberi di ginkgo biloba piantati l’anno delle stragi di Capaci e via D’Amelio, con relativa epigrafe, in piazza XX settembre, di fronte alla Corte di Assise del Palazzo di Giustizia di Forlì.