merda-nel-fiume-di-Galeata

«A guardare le immagini che girano sui social della cascata di immondizia che si riversa nel Rabbi presso Galeata, la prima immagine che mi viene in mente non è il depuratore ma sono i cittadini ed i sistemi di raccolta. È triste, alle soglie del terzo millennio, vedere arrivare al fiume plastica, pannolini, preservativi e cartacce varie, e fa arrabbiare se si ascoltano le altissime percentuali (sulla carta) di differenziata fornite alla Regione, ma fa incazzare leggere che dell’accaduto si voglia dare la colpa al depuratore o al sindaco. Ciò è semplicemente ipocrita e bugiardo.

Le fognature sono strutturate con vecchi scoli o canali tombinati quindi canalizzati fino al depuratore raccogliendo tutto il pattume delle strade e dagli scarichi delle case, dove in pochissimi sono coloro che hanno la separazione delle acque chiare dalle scure. Il depuratore quindi, in presenza di un normale afflusso, è in condizione di filtrare gli eccessi e di essere controllato nella sua efficienza dagli addetti.

È facile quindi immaginare che se i cittadini buttano a terra o scaricano plastica carta assorbenti pannolini e preservativi questi arrivano al depuratore che in condizioni normali li smaltisce, ma la presenza di piogge torrenziali e il conseguente aumento dei volumi, non consentono all’impianto il contenimento causando lo sversamento registrato dallo scandalizzato cittadino. A ciò si deve aggiungere che le strade negli ultimi tempi vengono spazzate con minor frequenza e quindi l’acqua piovana raccoglie una quantità maggiore di detriti con foglie, aghi e altro, che occludono tombini e caditoie, con conseguente allagamento delle strade, che poi quando trovano sfogo arrivano al depuratore con la violenza di una cascata.

Scoli, fossi, canali prima di diventare fognatura raccolgono tutta l’acqua compreso quello che ci sta dentro, tronchi, rami e sassi, e sempre più spesso sacchi di immondizia dei cittadini che li abbandonano per non fare la differenziata. In conclusione, se una responsabilità può essere ascritta al sindaco può essere una maggior pulizia delle strade ed una migliore politica ecologica degli impianti delle abitazioni, e del verde pubblico. La protezione dei fiumi e dell’ambiente è il risultato della cura quotidiana di coloro che gli vivono accanto, a cominciare in primis dai cittadini stessi.

Il sindaco, anzi i sindaci hanno la responsabilità della cultura ecologica del loro territorio, che per essere fatta bene e produrre risultati necessita di molto tempo, impegno e coinvolgimento e sicuramente non lasciano spazio per sterili polemiche politiche in casa d’altri. Se le strade fossero pulite, gli scarichi delle case separati in chiare e scure e nessuno avesse preso il paese per una pattumiera, al verificarsi di piogge torrenziali forse il depuratore gliela avrebbe fatta o sarebbe uscita una quantità di fanghi più contenuta. Sembra ancora di attualità il detto Giolittiano “Governare gli italiani non è impossibile, è inutile”.

Quindi per concludere: se al fiume è arrivato tutto quel letamaio vuol dire che qualche incivile senza differenziare l’ha gettato. E questo è solo un giorno di straordinaria amministrazione. Tutti gli altri giorni il depuratore non fa vedere quello che arriva, al di là delle sbandierate percentuali di differenziata».

Cassio Mignani Forza Italia Forlì