merda-nel-fiume-di-Galeata

Risulta, ampiamente e credibilmente documentato (vedi video qui sotto Ndr), il recentissimo inquinamento di un fiume dell’appennino forlivese a causa del rilascio di acque putride con rifiuti nel tratto di corso entro il territorio di un comune, amministrato con la leggerezza di un “paese dei campanelli”.

L’immissione di tanta schifezza, “merda” nell’indignazione popolare, è avvenuta da un impianto di deposito e trattamento depurativo di proprietà del municipio interessato, pur se dato in gestione ad una “pubblica società di servizi ambientali”. Si ricorda che un sindaco è la prima autorità sanitaria del proprio Comune e che tale autorità non può delegarsi ad alcuno, neppure a un gestore.

Un sindaco ha, magari, l’obbligo di vigilare che il gestore svolga il suo compito nel rispetto della salute pubblica e dell’ambiente. Occorre che i Comuni a valle denuncino nelle sedi opportune, sicuramente prefettura e unione dei comuni, quanto accaduto. Non dimentichiamo che le acque luride immesse potrebbero veicolare covid-19. Pure in questo caso è illegittimo l’esercizio del “diritto di critica” da parte di cittadini sensibili alla tutela del loro territorio e della salute pubblica? Tutto stroppia in questa vicenda del “paese dei campanelli”.

😪😪😪😪 Molto triste!Per quel che so cmq nn dovrebbe più esser gestito dal Comune. Temo sia una gestione "centralizzata"…

Posted by Achille Zanchini on Thursday, July 16, 2020