Le domande indiscrete

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Questa mattina, in una banca della mia città, per effettuare un’operazione normalissima vengo sottoposto ad alcune domande. Immagino le solite scartoffie. Ma mi sbaglio. Mi si chiede se faccio politica attivamente, se occupo cariche pubbliche, ecc. Con qualche imbarazzo, il funzionario aggiunge che trattasi di un protocollo giustificato dalla particolare attenzione che suscitano (presso le banche? Presso l’amministrazione fiscale? Presso la pubblica sicurezza?) i conti dei politici.

E mi viene in mente subito che, al tempo del fascismo, i genitori insegnavano ai figli la seguente massima: “state alla larga dalla politica”. La cosa che mi ha più colpito è il veicolo attraverso cui passa oggi l’invito un po’ minaccioso ad allontanarsi dalla cosa pubblica: l’asettica burocrazia dell’impresa, il protocollo apparentemente banale, il controllo delle identità per fini securitari.

Tutte cose “buone”, in fondo: senonché, personalmente sento che in realtà stiamo perdendo pian piano qualcosa: una porzione di libertà costituzionali individuali, ad esempio. Mi piacerebbe sapere che ne pensa la Corte, in proposito.

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Roberto Balzani, nato a Forlì il 21 agosto 1961, è uno storico, saggista e politico italiano. È professore ordinario di storia contemporanea alla Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali, Università degli Studi di Bologna. È stato sindaco di Forlì, dal 2009 al 2014 è professore ordinario di Storia contemporanea alla Facoltà di Conservazione dei beni culturali dell'Università di Bologna (sede di Ravenna), della quale è stato preside fra il 2008 e il 2009. Ricercatore in Storia contemporanea alla Facoltà di Scienze Politiche “Cesare Alfieri” di Firenze dal 1992, è divenuto poi professore associato alla Facoltà di Conservazione dei beni culturali dell’Università di Bologna e quindi professore ordinario. Fra i suoi interessi più recenti, la storia del regionalismo e del patrimonio culturale, cui ha dedicato diversi saggi, collaborando alle iniziative promosse alla Scuola Normale Superiore di Pisa da Salvatore Settis. Fra il 1992 e il 1996 ha fatto parte del consiglio d’amministrazione della Fondazione “Spadolini – Nuova Antologia” di Firenze. E’ stato a lungo componente del consiglio direttivo della Società di Studi Romagnoli, dell’Istituzione Biblioteca Malatestiana di Cesena e dell’Ibc Emilia-Romagna. Fra le principali pubblicazioni da menzionare la ricostruzione del regionalismo culturale romagnolo fra ‘800 e ‘900 (La Romagna, Bologna, 2001, ristampata con un nuovo capitolo nel 2012); inoltre, la sintesi Storia del mondo contemporaneo, Milano, 2003 (con Alberto De Bernardi), la ricerca di storia dei beni culturali Per le antichità e le belle arti. La legge n. 364 del 20 giugno 1909 e l’Italia giolittiana (Bologna, 2003) e la cura dei Discorsi parlamentari di Carducci (Bologna, 2004). Con Angelo Varni è curatore de La Romagna nel Risorgimento (Roma-Bari, 2012). Alla sua esperienza di amministratore è dedicato il pamphlet: "Cinque anni di solitudine. Memorie inutili di un sindaco" (Bologna, 2012). E’ autore di diversi manuali di storia per le Scuole medie e i Licei.