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Nel corso degli ultimi anni, la diffusione delle tecnologie digitali ha accresciuto le opportunità di scelta tra beni e servizi per il consumatore. La digitalizzazione dei processi produttivi ha modificato gli scambi tra imprese e il crescente accesso alla Rete dei cittadini ha favorito l’utilizzo dell’e-commerce. Un processo che la crisi da coronavirus, con le conseguenti limitazioni sul lato dell’offerta e la domanda, ha incrementato, con intensità straordinaria, provocando il boom degli acquisti on line”. Il nuovo report di Confartigianato indaga il rapporto fra micro e piccola impresa e il digitale, mettendo in luce l’effetto trainante che il lockdown ha avuto per la diffusione delle nuove tecnologie.

Spiegano i vertici di Confartigianato di Forlì: “la crescita è confermata anche dai dati Istat del trimestre marzo-maggio 2020, che attestano l’incremento del commercio elettronico, le cui vendite ai consumatori finali sono salite del 31,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, in valore assoluto pari a 1.937 milioni di euro nei tre mesi considerati. Il forte sviluppo di questo canale di vendita è particolarmente significativo nel difficile contesto del secondo trimestre 2020, il periodo più buio della crisi Covid-19, in cui il PIL in Italia, secondo le previsioni della Commissione europea, crolla del 15,8% rispetto al primo trimestre dell’anno. È cambiata anche la tipologia degli acquisti: nel 2019 i prodotti maggiormente richiesti on line erano abiti e articoli sportivi, con una quota di acquirenti pari al 43,8% del totale degli e-shoppers; seguiti da articoli per la casa con il 38,7%, libri ed e-book con il 25%, attrezzature elettroniche con il 21,7% e solo il 12,9% di prodotti alimentari. Durante la fase di lockdown, invece i prodotti alimentari sono stati tra quelli più ricercati“.

Proprio nel corso dell’emergenza sanitaria le micro e piccole imprese hanno significativamente aumentato l’uso del canale digitale per relazionarsi con clienti e fornitori. Secondo l’ultima indagine, condotta a giugno, il 56,7% delle imprese intervistate ha implementato l’utilizzo di una o più tecnologie digitali, tra le quali sito web, social network, piattaforme di videoconferenze, formazione on-line ed e-commerce. In particolare, il 71,5% di queste imprese ha spinto sull’utilizzo di uno o più strumenti digitali, il 36,2% ne ha ampliato le funzionalità e il 29,6% ha introdotto uno o più strumenti digitali, non presenti in azienda prima della crisi da Covid-19.