éViva: «Un anno di centrodestra a Forlì tra contraddizioni e carenze progettuali»

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«È passato poco più di un anno dalla vittoria di Zattini a Forlì e da una sconfitta storica per il centro-sinistra, figlia soprattutto degli errori commessi dalla maggioranza uscente, percepita dai cittadini forlivesi come insufficiente ed inadatta ai bisogni della città. Anche per l’incapacità di riconoscere tempestivamente e francamente quelle insufficienze noi di èViva insieme ad altri partiti e movimenti della sinistra ci presentammo con una lista alternativa (anche nel nome) a quella tornata elettorale, il cui esito era ormai ampiamente segnato. Giunti a questo punto è però giusto chiedersi quanto le aspettative dei forlivesi siano state soddisfatte dal centro-destra ora al governo.

Sono quotidiane le tensioni interne alla maggioranza, dove l’affermazione personale del sindaco è andata quasi immediatamente in contrasto con il ruolo di principale “azionista” dell’Amministrazione che la Lega ha inteso svolgere fin da subito senza cedimenti, anche costringendo lo stesso Zattini alla definizione di una squadra che ha generato fin da subito malumori tra gli alleati.

In molte occasioni l’ostentata moderazione del primo cittadino si è dovuta scontrare con i gravi atteggiamenti delle frange più reazionarie della sua maggioranza (da Fratelli d’Italia fino alla disgustosa uscita “social” del consigliere Lasaponara). Questi episodi hanno dimostrato l’incapacità del Sindaco di governare la propria compagine. 
La fase di gestione della pandemia di Covid-19 ha visto l’amministrazione più impegnata in operazioni di vigilanza “creativa” che non nella messa in campo di azioni a sostegno della cittadinanza idonei ad ampliare quelli già pianificati con provvedimenti statali.
L’attesa che molti esercenti del centro storico avevano riposto nella prima esperienza amministrativa della destra forlivese è stata rapidamente delusa: ad eccezione di un abnorme dispendio di risorse per decorare il centro nel periodo natalizio, ad oggi non è dato di intravedere alcunché di nuovo.

Il tema del centro si intreccia strettamente con un tema caldo di questi giorni: la partita del nuovo centro commerciale in zona Coriano svela che le forze di destra, dopo 30 anni trascorsi fingendosi amiche del centro storico (più esattamente, dei negozi del centro storico), oggi autorizzano, in piena continuità con le amministrazioni precedenti (cosa che non va sottaciuta), un nuovo ampio spazio dedicato alla distribuzione al dettaglio. Alla debolezza di una visione futura di territorio, in particolare dopo un’emergenza sanitaria che impone di mettere in campo un nuovo modello di sviluppo, si associano le inquietanti vicende che vedono coinvolto il Vice Sindaco Mezzacapo e che andranno verificate dagli organi competenti per fare chiarezza sul sospetto di favoritismi e forzature fatte dichiaratamente per colpire una parte del mondo produttivo locale.

Lo diciamo consapevoli, come vorremmo fosse anche il resto del nostro campo politico, dei limiti che anche la nostra parte ha avuto in passato, e di quanto anche il mondo cooperativo avrebbe oggi bisogno di un ripensamento rispetto ai suoi valori ed obiettivi fondanti. Se quanto pubblicato sui giornali fosse confermato, l’unica reazione possibile sarebbe di severa condanna delle parole pronunciate da Mezzacapo e delle ragioni espresse per sostenere quella posizione. Infine, pare ormai evidente come la Lega sia attraversata da una contrapposizione correntizia interna che destabilizza l’intera maggioranza.
Siamo tra i pochi ad aver espresso fin dall’inizio preoccupazioni relative alle inefficienze del nuovo sistema di raccolta rifiuti. Su Alea la destra ha impostato tutta la sua campagna elettorale salvo poi ora essere totalmente silente e immobile di fronte a costi che aumentano e servizi che diminuiscono. Allo stesso modo sull’Unione dei Comuni, oltre alla dichiarata uscita, manca totalmente una elaborazione, di cui Forlì dovrebbe farsi capofila, sui futuri assetti del territorio, che non sono meramente delegabili allo studio di qualche società.

Da ultimo, in queste ore, si rincorrono voci su un’ipotesi di riforma della partecipazione e il ruolo dei quartieri che ignorando completamente la storia del decentramento cittadino e la sua importanza, paiono andare nella direzione di eliminare il principio della rappresentanza e limitare la democrazia interna a tali organi. Questo atteggiamento non nasce oggi e purtroppo non è prerogativa esclusiva della destra. Tuttavia chi abbia a cuore il civismo e la partecipazione dei cittadini alla cosa pubblica non può limitarsi a programmare – senza la pubblicazione di alcun documento da offrire al dibattito – la nomina o l’elezione di un consesso fondamentalmente privo di prerogative reali e costruito con l’intenzione piuttosto evidente di permettere a chi esprime la maggioranza un controllo “orientato” del territorio.
In conclusione riteniamo che tutto il campo dei progressisti forlivesi, i quali dovrebbero avere elaborato il lutto di un anno fa, abbia il dovere di avviare un dibattito che prima di tutto individui gli errori fatti lasciando fuori dalla porta ogni tentazione auto assolutoria, per poi porsi l’obbiettivo di ricostruire un rapporto con la città ed una progettazione in grado di riportare Forlì al centro della Romagna e proiettarla nel futuro».

èViva Forlì-Cesena