Dante 2021. Italia Nostra: “La mostra forlivese non dimentichi la biblioteca e Palazzo Del Merenda”

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«Il nuovo progetto espositivo che la Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì realizzerà nel 2021 ai Musei San Domenico in stretta collaborazione con le Gallerie degli Uffizi è stato giustamente salutato come un evento di straordinaria importanza che farà di Forlì uno dei centri delle celebrazioni dantesche del 2021 in una rete di collaborazioni a livello nazionale.
La scelta della nostra città per un evento di così alto rilievo, tuttavia, ci spinge a interrogarci sul futuro delle istituzioni culturali forlivesi. In particolare, occorrerebbe chiedersi come sia possibile che una città capace di ritagliarsi un ruolo così importante sulla scena culturale italiana fatichi a pensare al suo patrimonio artistico e culturale nella sua interezza, trascurando ampie porzioni delle sue collezioni.

Il tema dell’esposizione del 2021, in particolare, potrebbe offrire l’occasione per ristabilire il ruolo centrale che la Biblioteca Saffi ha da tempo perduto a causa dello stato in cui versa Palazzo del Merenda, la più importante sede degli Istituti culturali cittadini. I fondi antichi della Biblioteca e le Raccolte Piancastelli conservano infatti importanti materiali a soggetto dantesco, come ricordato anche dall’Assessore Melandri in occasione del primo Dantedì (25 marzo), preannunciando iniziative di valorizzazione che ora auspichiamo verranno messe in connessione con l’importante evento espositivo ai Musei San Domenico.

Ma può dirsi vera valorizzazione se il luogo deputato alla conservazione delle collezioni cittadine continua a rimanere difficilmente accessibile, se il suo stato continua drammaticamente a peggiorare, se i materiali devono necessariamente essere trasportati in altra sede o mostrati in modo virtuale per essere fruiti? Da lungo tempo (ben prima di questa emergenza sanitaria) la chiusura, totale o parziale, delle sale della Biblioteca ha ostacolato la consultazione da parte di cittadini e studiosi di preziosi documenti e collezioni e lo stesso vale per le altre raccolte archeologiche, artistiche, etnografiche conservate nello stesso edificio e di cui intere generazioni non hanno potuto avere memoria.

Oggi come non mai il recupero di Palazzo del Merenda appare urgente e prioritario. Occorre un progetto di ampio respiro, che porti non solo a un recupero dei suoi spazi, ma riattribuisca all’edificio il ruolo di principale motore culturale della città. Si tratta sicuramente di un investimento considerevole, non solo in termini economici, ma anche di risorse umane, ormai ridotte ai minimi termini e totalmente insufficienti.

A commento del progetto espositivo del 2021, il sindaco Zattini ha espresso la speranza che «Forlì possa essere all’altezza degli Uffizi». Non solo. Forlì deve essere innanzitutto all’altezza della sua storia e del suo passato, deve ripartire dalla valorizzazione del suo ricco e sfaccettato patrimonio dimenticato, dal recupero degli spazi che storicamente sono stati deputati alla sua conservazione, dall’inserimento di queste collezioni nella rete di rapporti e collaborazioni che lega le più importanti realtà museali e bibliotecarie del paese e da cui, ogni giorno che passa, sono sempre più escluse. Solo così gli ingenti investimenti che la Fondazione da sedici anni ha destinato all’organizzazione delle grandi mostre potrà produrre un ritorno culturale permanente per la nostra città».

Italia Nostra Sezione di Forlì