Ugl Forlì

Sono quasi 250mila i lavoratori italiani in attesa di essere pagati o che ancora non hanno ricevuto alcun pagamento per le prestazioni di cassa integrazione“. A dirlo sono le stesse ultime statistiche Inps (165.576 lavoratori in attesa di essere pagati, 89.004 che non hanno ricevuto almeno un pagamento al 7 luglio e altri 850 lavoratori non hanno ancora percepito nessun pagamento). Fino a metà giugno erano più di 420 mila i lavoratori in attesa della cassa integrazione. Si procede a rilento, dunque, fra controlli e istruttorie delle pratiche. Tradita la promessa del presidente dell’Inps, Tridico, che aveva promesso sarebbero state evase tutte le domande di cassa integrazione giacenti entro il 10 di giugno.

I ritardi penalizzano non soltanto i lavoratori, ma anche le famiglie delle persone che beneficiano di questi ammortizzatori sociali in Italia, come in Emilia-Romagna. E se sommiamo questa indisponibilità finanziaria ai danni arrecati al tessuto economico nel periodo di lockdown dovuto all’emergenza Coronavirus, con la difficoltà di molte imprese a ripartire con gli ordinativi, possiamo prevedere un autunno difficile per il nostro Paese”: commenta Tullia Bevilacqua, segretario regionale Ugl Emilia-Romagna.

Da mettere nel computo anche i problemi che stanno vivendo i 500mila lavoratori dipendenti dal Fondo di solidarietà bilaterale degli artigiani che deve essere ancora rifinanziato. Ma non c’è soltanto il problema delle mancate erogazioni della cassa integrazione, l’intero sistema degli ammortizzatori sociali, ha messo a nudo in queste settimane la propria burocratica macchinosità: basti pensare che, per illustrare tutte le indicazioni di prassi, dal 12 marzo l’Inps ha emanato ben 26 atti diversi, tra messaggi e circolari, tutti da interpretare.

Un documento interno dell’ Inps divulgato da un parlamentare del centrodestra parlava di oltre un milione di persone in attesa, tra coloro che avevano richiesto e ottenuto la cig e tutti quelli che si sono visti rifiutare la domanda per mancanza di requisiti e quelli che non l’hanno ricevuta perché non hanno confermato la richiesta o qualcosa è andati storto nella procedura. Sui numeri c’è ancora polemica, una recente inchiesta giornalistica parlava di 2 milioni di lavoratori in totale che aspettano da marzo.

Un dato è sicuro, però, la burocrazia incide negativamente in questa situazione. Dal 1° luglio sono di nuovo aperti al pubblico gli sportelli Inps anche in Emilia-Romagna, ma esclusivamente su appuntamento. E i canali alternativi per ottenere informazioni (app e sito web) non brillano per efficienza. Un problema che riguarda anche altri uffici pubblici , come per esempio: l’Agenzia delle Entrate che in molte sedi dell’Emilia – Romagna apre soltanto a giorni alterni lasciando in attesa decine di persone: utenti, lavoratori ed imprese. Insomma, la situazione è tutt’altro che tranquillizzante e l’ottimismo sbandierato dal governo e dagli stessi vertici Inps per descrivere lo stato delle cose è davvero fuori luogo. E i problemi segnalati vanno risolti al più presto: lavoratori e famiglie non possono aspettare”: aggiunge il segretario regionale Ugl Emilia-Romagna Tullia Bevilacqua.