Zanetti: «Zattini si ispiri ai sindaci di spessore invece di parlare di libertà»

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«Leggo la dichiarazione del sindaco di Forlì Gian Luca Zattini alla stampa su una Forlì che rinasce sotto la bandiera della libertà, che credevo fosse esposta, ininterrottamente dal 9 novembre 1944, nella nostra città. Penso a un sagace romagnolo, ancorchè di destra Leo Longanesi, che in una lapidaria battuta diceva: Non manca la libertà, mancano gli uomini liberi. Ora, tra boicottaggi di corsi contro le discriminazioni, liti furibonde della maggioranza, con epiteti più da tifo calcistico che da politica, cacciate, entrate, uscite, rientri tra gruppi consiliari di maggioranza, direi che qui non è questione di liberi e neanche di uomini. Più da bambini all’asilo Marietta, direi.

Del resto mi viene anche in soccorso Goethe, che nelle sue “Massime e riflessioni” scrive: «nessuno è più schiavo di colui che si ritiene libero senza esserlo dentro di sé» . Capisco, quindi, con una maggioranza eterogena e litigiosa, e una sua debolezza rispetto alla Lega, il sindaco rivendichi una libertà che non ha. Ma che non ha a che vedere con quella dei forlivesi, che dal sindaco Franco Agosto, della liberazione, quella vera, hanno sempre avuto primi cittadini di notevole spessore e di sguardo lungo. Si ispiri a loro, comunisti o repubblicani, per il suo lavoro e invece di parlare di libertà, si occupi del degrado che si è visto in quest’anno, tra rifiuti ovunque, episodi di criminalità, ultima, una rissa riportate ieri dalla stampa, e progetti commerciali che mettono a rischio il centro storico. Altrimenti Forlì avrà, nell’immaginario collettivo, un altro sindaco che sarà ricordato come liberatore. Quello che sconfiggerà sonoramente Zattini nel 2024».

Lodovico Zanetti ex consigliere comunale e presidente Anpi Forlì